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Il premier in Molise: le speranze delle Province, la delusione dei sindacati esclusi dall’incontro

Certo, sarà una visita lampo ma al tempo stesso fondamentale per la nostra regione. Per la prima volta gli amministratori incontreranno il capo del governo Giuseppe Conte, scelto dopo la stipula dell’inedito contratto tra Lega e Movimento 5 Stelle.

Anche in Prefettura il presidente del Consiglio dei Ministri siglerà il “contratto istituzionale di sviluppo”, un po’ come avvenne con il ‘Patto per il Molise’ firmato da Matteo Renzi e Paolo di Laura Frattura.

Al tavolo però non ci saranno tutti. Ad esempio, sono stati esclusi i sindacati. E alla vigilia dell’arrivo del premier a Campobasso la Triplice dà sfogo alla sua delusione in una nota inviata alla stampa.

“Parecchie sono le cose che avremmo voluto rappresentare al Presidente del Consiglio”, scrivono i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. “Il Molise, come tutto il Mezzogiorno, ha un estremo bisogno di politiche mirate, di piani organici di sviluppo e condivisione progettuale. In virtù di questa urgenza, contiamo su un contratto Istituzionale di sviluppo che abbia le caratteristiche della concretezza e dell’immediatezza di interventi utili e necessari al Molise”.

Ecco le priorità per Cgil, Cisl e Uil: “Come e a che punto siano le politiche relative alle aree di crisi, gli strumenti per fronteggiare una crisi che vede il Molise sempre più povero, tanto da rientrare nei parametri del cosiddetto Obiettivo uno. Una regione in forte spopolamento (soprattutto giovanile) e con sempre meno risorse proprie per garantire i diritti e servizi minimi”. E ancora: la sanità, i trasporti, la scuola.

Lorenzo Coia

Sul tavolo di Giuseppe Conte arriverà anche la lettera del presidente della Provincia di Isernia Lorenzo Coia.

Ci sono alcune priorità da affrontare per tali enti: rafforzamento della protezione civile e il superamento dell’attuale sistema di elezione e di governance della Provincia.

Il pensiero va anche ai piccoli Comuni, essendo Coia il sindaco di Filignano. Da qui la richiesta di “una riforma sostanziale del Testo unico enti locali, una forte semplificazione degli oneri amministrativi e contabili a carico degli stessi.

Sul versante economico e sulle politiche di sviluppo, la riforma del codice degli appalti diviene necessaria per sveltire il processo di rilancio delle opere pubbliche e di manutenzione straordinaria del patrimonio pubblico (strade, scuole, edifici pubblici).

Contemporaneamente risulta fondamentale una cabina di regia nazionale per il monitoraggio degli investimenti, stati di avanzamento, risoluzione delle situazioni di stallo”.