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Il premier Conte ai sindaci molisani: “Piano di investimenti da 9 miliardi personalizzato per il Sud. I giovani devono restare qui” fotogallery

Giuseppe Conte illustra in Prefettura il contratto per il Mezzogiorno. Ad accoglierlo anche un gruppetto di cittadini entusiasti: "Sei un uomo pulito" gli hanno detto, mentre Conte ha stretto le mani e ringraziato prima di salire in Prefettura con Toma e i sindaci. Viabilità, infrastrutture e dissesto idrogeologico le priorità per il Molise secondo il Presidente del Consiglio dei Ministri.

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“Un’occasione di sviluppo, crescita economica e sociale”. Così il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, oggi 11 febbraio in visita per la prima volta in Molise, definisce il contratto di sviluppo per il Mezzogiorno, le cui priorità sono in modo particolare viabilità e dissesto idrogeologico, criticità che occorre sistemare per consentire in prima istanza il rilancio delle potenzialità della regione.

Davanti a i sindaci del Molise, intervenuti numerosi per il confronto in Prefettura, Conte ha illustrato i nodi fondamentali del contratto. Come già anticipato nella lettera inviata ai giornali, ha garantito ossigeno alle imprese e sinergia tra la parte pubblica e quella privata per un piano di investimento complessivo da 9 miliardi.

“Strategie di sviluppo personalizzate per i territori che si mostrano un po’ più fragili in questo momento – le parole del premier – E’ necessario intervenire non per sostituirsi ai riferimenti locali, che rimangono determinanti, ma sicuramente il Governo centrale può dare un contributo per fare sistema, ovvero promuovere il dialogo in particolare con voi – sempre rivolto ai sindaci – che conoscete il territorio”.

Far dialogare la parte pubblica e la parte privata per un “progetto di valorizzazione delle risorse locali” ha aggiunto Conte ricordando che lui conosce molto bene questa porzione d’Italia, se non altro per essere cresciuto molto vicino, nel nord della Puglia, e nato Volturara Appula: “Conosco le curve e le strade a menadito” ha detto.

Fare sistema, mettere in collegamento diretto istituzioni locali e governo, “potrebbe portare un vantaggio fondamentale, cioè moltiplicare l’efficacia dell’intervento: da qui il progetto di promozione di un contratto di sviluppo istituzionale”.

Un impegno per le regioni del Sud, dal Molise alla Basilicata, dove sarà più tardi, fino alla Sardegna dove concluderà la giornata.

Progetti che si estenderanno a tutti i territori che necessitano di una maggiore attenzione e che vanno ad aggiungersi a quelli che sono già pianificati e già in cantiere, per esempio la messa in sicurezza e il riammodernamento delle infrastrutture visto che “il Molise è tra le sette regioni con il 100% di Comuni a rischio idrogeologico”.

“I giovani devono poter rimanere qui e chi è andato via deve poter tornare”: questo l’auspicio del premier che ha anche aggiunto come sia importante “metterci la faccia”. 

Il braccio operativo sarà Invitalia, rappresentata da Domenico Arcuri, anche lui presente a Campobasso, che ha illustrato le peculiarità che dovranno avere i progetti che verranno finanziati. Tre i requisiti fondamentali: strategicità, cantierabilità (“saranno finanziati i progetti fattibili”) e valore aggiunto al territorio.

Prima di Conte il governatore Donato Toma aveva chiarito come “da solo il Molise non può farcela, non può farcela il Sud. E’ importante riequilibrare il gap tra nord e sud Italia con adeguate politiche di investimento”. Toma non ha nascosto le preoccupazioni per il regionalismo differenziato e al termine dell’incontro, sollecitato dagli organi di informazione, ha dichiarato: “Quanti soldi dei 9 miliardi annunciati arriveranno al Molise? Lo vorremmo capire anche noi”.

Al confronto hanno preso parte anche il Rettore Gianmaria Palmieri, il presidente dell’ Associazione dei costruttori edili del Molise Corrado di Niro e il presidente di Confcommercio Paolo Spina. Accanto a Conte e Toma le Prefette dii Campobasso e Isernia, che hanno sottolineato le criticità della regione. Maria Guia Federico, nel suo intervento, ha acceso l’attenzione sulla carenza di lavoro e la fragilità delle infrastrutture, sui problemi dell’edilizia e del comparto agroalimentare e nei ritardi dei pagamenti che creano effetti collaterali a catena. Aggiungendo anche che il turismo subisce il pregiudizio di non muoversi in una offerta concorrenziale

Conte è arrivato puntualissimo, in auto e non in elicottero come inizialmente previsto. Imponente spiegamento di forze per il giorno del premier a Campobasso finalizzato a siglare un contratto istituzionale di sviluppo per il Mezzogiorno, con un investimento annunciato da 9 miliardi di euro per le regioni svantaggiate, fra cui appunto la nostra.

Accolto dai rappresentanti delle Istituzioni, autorità militari, esponenti di associazioni e un gruppetto di cittadini, non numeroso ma entusiasta.  “Sei un uomo pulito” gli hanno gridato mentre lui, con l’abituale modo di fare pacato, si è avvicinato per stringere le mani al di là della transenna allestita in piazza Pepe. “Dovete restare per 5 anni, abbiamo bisogno di voi” ha aggiunto un altro cittadino. 

Quindi Giuseppe Conte è salito nel palazzo della Prefettura per il primo appuntamento previsto in mattinata, l’incontro con i sindaci e il governatore del Molise Donato Toma. Oltre a Battista, il primo cittadino di Bojano Marco di Biase, quello di Guglionesi Bellotti, Costanzo della Porta, Alessandro Amoroso, Luciano di Biase, Salvatore d’Amico, Massimo Caravatta, Nicola Travaglini, e diversi altri sindaci fra cui D’Apollonio di Isernia. In rappresentanza di Termoli Maricetta Chimisso, il vice di Angelo Sbrocca.

Davanti alla Prefettura il signor Antonio e la moglie Guglielmina Lo Muzio, che da 6 anni assiste quotidianamente il marito affetto da Sla, presidente dell’associazione Moli Rari. A Conte hanno consegnato una breve lettera per spiegare “Tutto quello che non funziona: problemi di burocrazia (a cominciare dalle continue scadenze dei piani terapeutici) e carenze nell’assistenza medica” perché “ad esempio, non abbiamo nemmeno il supporto di un neurologo. Sono sei anni di tribolazione”. Il presidente Conte ha detto che leggerà la lettera e affronterà la questione.

Il vertice istituzionale è incentrato sull’annunciato contratto istituzionale di sviluppo, che prevede ossigeno alle imprese e rilancio delle regioni svantaggiate. Conte firmerà con i rappresentanti selezionati il contratto, che richiama lo strumento di Matteo Renzi “Patto per il Sud”, firmato con l’ex governatore Paolo di Laura Frattura. A che punto siano quegli investimenti non è dato saperlo.

Oggi c’è Donato Toma, attuale Governatore, ad accogliere il premier, che ha annunciato un rilancio per il Mezzogiorno con un investimento da 9 miliardi. “Infrastrutture e dissesto idrogeologico sono le priorità per il Molise” le sue prime parole. Prima di salire in Prefettura il presidente Toma si è soffermato con la stampa dichiarando “Spero di rafforzare il rapporto istituzionale con il Governo”.

“Domani sarò in Molise, a Campobasso – ha scritto il premier in una lettera inviata ai giornali alla vigilia della visita con rappresentanti delle istituzioni e di varie associazioni di categoria – per confrontarmi con rappresentanti delle Istituzioni e di varie associazioni di categoria, con stakeholder ed esponenti della società civile per avviare, insieme a loro, un Contratto istituzionale di sviluppo (CIS). Intendo promuovere questo strumento per mettere in moto investimenti e processi virtuosi quale contributo al rilancio del territorio”. Conte ha aggiunto: “Come ho avuto modo di dire più volte, ci sono tutti i presupposti perché nel 2019 inizi una stagione di riscatto per l’Italia intera, a partire dal Sud. Ci sono tante energie da liberare in questi territori, dalle enormi potenzialità ancora inespresse. Per far questo servono progetti sostenibili, innovativi e plausibili. Ma, soprattutto, serve fare gioco di squadra, fare ‘sistema”. Nella lettera inviata ai giornali il premier garantisce “Ossigeno per le imprese e per tutto il tessuto produttivo locale” e impegno “per assicurare efficienza sull’utilizzo dei fondi europei e qualità della spesa pubblica nel Mezzogiorno e nelle aree più svantaggiate del Paese”.

Rigide le misure di sicurezza previste per la visita lampo di Conte: un centinaio di uomini tra carabinieri, polizia, finanza e vigili urbani impegnati e diverse le strade chiuse dalle 7 del mattino.

Tutto fila liscio pure quando, intorno alle 11, il premier esce dal Palazzo del Governo e viene atteso in piazza da una cinquantina di persone. Non c’è l’atteso bagno di folla. Lui saluta, fa qualche selfie (come da copione), ascolta le persone che gli dicono: “Presidente, ci aiuti”. Conte assicura interventi per il Molise e quando va via scherzando dice: “Non mi avete fatto trovare nemmeno un caciocavallo“.