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Il palazzo in bilico sarà messo in sicurezza: firmata convenzione da 300mila euro. “Risultato storico”

Firma tra sindaco Bellotti e Governatore del Molise Toma per l'assegnazione dei fondi al Comune di Guglionesi finalizzati a eliminare il pericolo rappresentato dal palazzo di 25 metri sospeso nel vuoto e pericolante. "Risultato storico per la comunità, ora via a una gara pubblica in urgenza per consentire alle famiglie che abitano nel perimetro di crollo di rientrare a casa".

Alto 25 metri, costruito  su un terreno segnato da frane e smottamenti, nel corso degli anni si è spostato con un movimento di rotazione creando un dislivello di 15 centimetri. I solai sono obliqui, le crepe lo perforano, i pavimenti fanno venire il mal di testa. E il tutto peggiorato dal rischio sismico dopo le scosse del 14 e 16 agosto scorsi.

Oggi Palazzo Vernucci, nel quartiere Petticeci di Guglionesi, costituisce una minaccia per l’incolumità e un serio problema di sicurezza. Abbandonato da tempo – i residenti sono andati via spontaneamente o sono stati sgomberati negli anni scorsi –è diventato uno dei maggiori impegni (non solo a livello economico) dell’Amministrazione guidata da Mario Bellotti, che una soluzione l’ha trovata facendolo rientrare, in accordo con la Protezione Civile, nell’emergenza terremoto.

La relazione affidata al professor Pietro Monaco (nella foto sotto), professore di tecniche della costruzione al Politecnico di Bari, ha messo in evidenza due possibilità per scongiurare il pericolo: la demolizione o la messa in sicurezza con sistemi particolari di consolidamento della struttura. Questo per eliminare una minaccia potenziale e soprattutto per consentire il rientro a casa delle 40 persone coinvolte da una ordinanza di sgombero in quanto residenti nell’ “ipotetico perimetro di crollo”. Si tratta di cittadini che hanno la “sfortuna” di vivere in case che, in caso di crollo, potrebbero essere raggiunte da valanghe di cemento e calcinacci. Dallo scorso 18 agosto non possono più vivere nelle rispettive abitazioni ma sono “sfollati” a tutti gli effetti sebbene il terremoto non abbia lesionato le loro abitazioni.

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La scorsa settimana, dopo l’espletamento delle procedure burocratiche e la conclusione dell’iter fra Comune, Protezione Civile e Regione, il sindaco Bellotti e il Governatore del Molise Toma hanno firmato la convenzione che assegna al Comune di Guglionesi la somma – per ora – di 300mila euro per mettere in sicurezza lo stabile, nell’ambito degli interventi urgenti da effettuare in seguito al terremoto di agosto.

Secondo gli esperti che per mesi hanno studiato, in un ruolo super partes, il fabbricato e il terreno su cui poggia, una soluzione che eviti l’abbattimento esiste e non ha bisogno nemmeno di tempi eccessivamente lunghi. “Siamo alla fase ultima della progettazione – spiega il sindaco Mario Bellotti (nella foto sotto con l’architetto Giarrusso) – e partiremo subito con una gara a evidenza pubblica semplificata in procedura di urgenza, per accorciare i tempi della burocrazia e permettere alle famiglie sgomberate ad agosto di stare tranquille. La soluzione è stata trovata, per il paese e la comunità di Guglionesi è un risultato importantissimo”.

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La messa in sicurezza di palazzo Vernucci, edificato nel 1987 e che prende il nome dal suo costruttore, non può avvenire tramite i canonici puntellamenti, come aveva avvertito e chiarito l’esperto incaricato dal Comune di svolgere una perizia accurata.  “Si possono rinforzare le fondazioni evitando che il palazzo, in occasione di un sisma di magnitudo medio-alta, possa cedere” aveva sintetizzato a Primonumero.it il professor Monaco, che col suo staff nell’arco di due mesi aveva raccolto, in migliaia di fogli, dati, storie, calcoli, informazioni dettagliate sia sulla tipologia di terreno che sulle opere di contenimento effettuate fino solo a 2 anni fa (che non hanno risolto il problema e che in qualche caso lo hanno addirittura peggiorato), oltre che sulle condizioni edificatorie dello stabile che, aveva ammesso il professore,  “presenta diversi aspetti di vulnerabilità”.

Due le opzioni prospettate: un abbattimento, i cui costi considerevolmente elevati si attestano sul mezzo milione di euro, oppure una messa in sicurezza più “economica” che ha il vantaggio, fra le altre cose, di salvaguardare la proprietà privata aprendo anche, in una prospettiva a lungo termine, all’eventuale recupero degli appartamenti evacuati e inutilizzabili. E’ stata scelta questa seconda strada e ora si entra nella fase cruciale dell’intervento.