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È fuori pericolo la piccola di 22 mesi massacrata dal patrigno

Il bollettino medico dell’ospedale Bambino Gesù di Roma comunica che la bambina pestata da Federico Zeoli, 25 enne di Vinchiaturo, nella sua casa di Genzano, è uscita dal reparto di terapia intensiva e non è giudicata più in pericolo di vita. Rimane ricoverata e sotto stretta osservazione per valutare anche eventuali danni neurologici

I medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno sciolto la prognosi fino a ieri ancora riservata: la piccola di 22 mesi ricoverata da mercoledì della scorsa settimana nel reparto di rianimazione dopo le botte ricevute dal patrigno, il 25enne di Vinchiaturo Federico Zeoli, non è più in pericolo di vita.
I sanitari parlano di “condizioni di salute stabili” ma fanno anche sapere che comunque “proseguono le cure del caso e l’osservazione clinica dello stato generale e neurologico”.

La bambina dunque è stata trasferita dall’area intensiva ad un reparto di degenza ordinaria.

Oltre a graffi, morsi nella zona dell’ombelico, lividi e ferite al volto e sul corpo, la bimba nel terribile pestaggio subito dal patrigno aveva riportato un ematoma cerebrale che i medici hanno monitorato con una certa preoccupazione. Alcune delle lesioni sarebbero state però precedenti all’ultima aggressione, avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 13 febbraio — secondo la versione fornita della madre della piccola — quando Zeoli è rimasto solo in casa con le due gemelline, mentre la compagna era andata a portare delle medicine al padre malato.

Il 25enne è finito in manette, raggiunto nell’abitazione in provincia di Roma dai poliziotti che hanno messo in atto la misura cautelare. Si trova ora rinchiuso nel carcere di Velletri e deve rispondere di Tentato omicidio e maltrattamenti.

Gli agenti del commissariato di Genzano hanno ascoltato la mamma della piccola per raccogliere informazioni sui momenti poco dopo il dramma, quando lei è rientrata a casa e ha visto sua figlia ricoperta di sangue.

A provocare la violenza inaudita del ragazzo sarebbe stato il pianto della bimba. Lui stesso ha confessato: “Piangeva troppo, ho perso il controllo e l’ho picchiata”.

Al rientro a casa, la madre l’ha vista ricoperta di sangue, l’ha presa in braccio e l’ha portata subito davanti all’ospedale di Genzano, però chiuso. Disperata, con la bimba in braccio priva di sensi, ha iniziato a gridare “Aiuto!” davanti al cancello. Ad ascoltare le sue urla è stata la vigilanza che ha immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto è intervenuta una volante della Polizia di Stato, che l’ha portata all’ospedale dei Castelli, poi il trasferimento al Bambino Gesù di Roma, dove attualmente la bimba si trova ricoverata