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Durante prepara la corsa alla segreteria Pd e rinvia l’affaire Comunali: “Rinnoviamo il partito, poi si vedrà”

Il presidente del Consiglio di palazzo San Giorgio, sponsorizzato da Ruta, pronto a sfidare Vittorio Facciolla e Stefano Buono: “Con Zingaretti per scrivere una nuova pagina delle forze progressiste e democratiche”. La candidatura a sindaco di Campobasso? Nessuna chiusura a priori, ma l’esito delle consultazioni per la segreteria fungerà da ago della bilancia.

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Parole d’ordine: rinnovamento, dialogo, identità. Il centrosinistra prova l’ennesimo giro di boa: una sfida cruciale dopo le ultime batoste elettorali e quella sorta di allarmante “autofagocitazione” che sembra(va) averne demolito istanze e percorsi; un tentativo che si concretizza anche a livello locale, con la bagarre per la segreteria regionale del Partito Democratico.

Michele Durante, uno dei tre candidati in corsa, ci crede. Attuale presidente del Consiglio comunale di Campobasso ed ex uomo di punta di LeU alle scorse regionali, fedelissimo della “scuderia” Ruta, sfiderà Facciolla e Buono alle primarie del 3 marzo prossimo. 

“Con Zingaretti – ha affermato Durante nel corso della conferenza stampa andata di scena questa mattina (venerdì 8 febbraio) nei locali del “Villino Madonna”, a Campobasso – intendiamo scrivere una nuova pagina per tutte le forze progressiste e democratiche, come per chiunque creda ci sia ancora una strada da seguire oltre a quella del governo gialloverde. Con l’esperienza di “Piazza grande” Zingaretti vuole riformare il Partito Democratico per ripartire e andare, ma anche per chiedere scusa. Vogliamo un Pd pieno di vita, aperto alla discussione e fautore del dialogo con cittadini, sindacati e corpi sociali. Un Pd che sappia parlare di più anche al suo interno non soltanto nel momento in cui si vota”.

Sulla sua candidatura alla segreteria regionale del partito, dopo l’esperienza di “Liberi e Uguali”, Durante fa chiarezza con la sua versione:  “Personalmente, ritengo non debbano esistere guerre interne: nel 2014 mi sono candidato a sostegno di Battista e anche le due candidature con LeU sono state candidature ‘di servizio’, per cercare di salvare quel che rimaneva di una coalizione: del resto, chi oggi siede in Consiglio regionale per il centrosinistra, ha potuto farlo anche grazie ai voti di LeU. La mia partecipazione come candidato alla segreteria regionale del Pd é figlia di un appello che ho raccolto: un appello al cambiamento, per portare un sincero rinnovamento e quella solidarietà a lungo mancata”.

Un’operazione sostenuta dalla “regìa” di Roberto Ruta: “Ruta, insieme a molti altri dirigenti del Pd – ha confessato Durante- appoggia la mia candidatura. Del resto, è chiaro che all’interno di un partito in queste fasi si debba raccogliere il sostegno dei tesserati a favore di un candidato. In ogni caso, una mia eventuale elezione a segretario sarà autonoma, indipendentemente e inserita nel solco di scelte comuni con i cittadini”.

La debacle piddina degli ultimi anni ha avuto forti ripercussioni anche a livello locale:  “Il Pd ha perso 6 milioni di voti in quattro anni, ha allontanato gli elettori dalla speranza; un processo negativo che ha colpito anche il Molise. Se le cose sono andate male, dunque, è chiaro che esistono delle responsabilità: la classe dirigente precedente ha gestito male il fronte delle politiche ed è per questo che è stata azzerata. Ecco perché anche a livello locale ora c’è il rischio di una deriva di destra, verso una sorta di fascismo del terzo millennio”.

Non solo segreteria regionale del Partito Democratico. Tra le sfide prossime del centrosinistra molisano c’è anche quella delle amministrative, con Campobasso chiamata a recitare il ruolo di  “testa di serie”. I più maliziosi, in questo senso, avevano letto la candidatura di Durante alla guida dell’area Dem locale quale emblema di una sorta di “patto di non belligeranza” che avrebbe garantito al sindaco Antonio Battista la riconferma pressoché solitaria ai nastri di partenza per le comunali:

“Non esiste nulla di tutto questo. Noi dobbiamo lavorare insieme per obiettivi, ad un progetto, un passo alla volta. Ora, davanti a me, ho la segreteria regionale del Pd. Per le amministrative servirà un dialogo aperto, il mio sogno è quello di poter svolgere delle primarie ampie e partecipate per scegliere il candidato sindaco, poiché credo che ascoltare i cittadini e lavorare insieme a loro sia ancora lo strumento migliore per esprimere l’idea di collettività”.

Nessuna chiusura a priori, dunque. Perché se è vero che il dialogo è apertura e condivisione, l’ipotesi che Durante possa concorrere alla volata per la fascia di primo cittadino del capoluogo sembra tutt’altro che fantasiosa; specie in un campo mutevole come quello della politica, dove gli scenari possono cambiare ed evolvere in maniera rapida e imprevedibile. L’esito delle consultazioni per la segreteria regionale del Pd fungerà, a questo punto, da ago della bilancia: anche senza l’eventuale vittoria finale, un risultato importante su Campobasso potrebbe lanciare definitivamente l’attuale presidente del Consiglio comunale alla guida di palazzo San Giorgio. 

 

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