Declassamento Questura, si allarga il fronte del no

Sul paventato rischio declassamento della Questura di Campobasso si allarga il fronte del no. La riorganizzazione degli uffici di via Tiberio è inserita nella bozza di riordino allo studio del ministero dell’Interno e sulla quale è stato avviato un confronto con le associazioni sindacali di categoria.

La deputata di Forza Italia Annaelsa Tartaglione ha chiesto lumi al ministro Matteo Salvini presentando una interrogazione.

“Proprio grazie al magistrale lavoro di prevenzione e controllo – scrive la parlamentare azzurra – messo in campo dalla Questura insieme alle altre forze dell’ordine, la città di Campobasso è considerata oggi tra le più sicure d’Italia. E’ quindi indispensabile adoperarsi affinché tali attività non subiscano di fatto un pericoloso ridimensionamento, esponendo il capoluogo di regione a rischi fino ad oggi scongiurati. I risultati raggiunti dicono che l’attuale ‘regime’ va mantenuto e ottimizzato per salvaguardare gli standard attuali, non si può e non si deve abbassare la guardia”.

Non bisogna poi certo trascurare la legittima difesa dei livelli occupazionali e l’eventuale ricaduta in termini economici in un contesto già fortemente provato dalla chiusura di importanti aziende.

“L’assessore regionale al ramo Luigi Mazzuto – ricorda a tal proposito Tartaglione –  ha infatti già accolto la richiesta del sindacato di Polizia Coisp di tenere un incontro sulla revisione degli organici e dei modelli organizzativi delle Questure”.

E sempre in difesa degli uffici di via Tiberio c’è anche un ordine del giorno che sarà discusso a palazzo D’Aimmo a firma del presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone e del consigliere di maggioranza Andrea Di Lucente.

“Una questura di fascia adeguata e che possa garantire la dovuta sicurezza ai cittadini è di vitale importanza. Si tratta di una battaglia sulla quale non possiamo tirarci indietro e che speriamo possa essere raccolta dall’intero consiglio regionale” così commentano i firmatari dell’odg che si discuterà nella riunione straordinaria di venerdì 8 febbraio.

“I fortissimi dubbi che solleva questa scelta da parte del Ministero sono numerosi – proseguono Micone e Di Lucente -. A cominciare dai criteri utilizzati per individuare quali questure inserire nelle singole fasce: si tratta di parametri che non rispecchiano realmente la complessità di un territorio come il Molise. Sebbene non ci sia una criminalità organizzata autoctona, non vuol dire che non sia esente da possibilità di infiltrazioni malavitose. Anzi. E’ necessario che non venga abbassata la guardia. Come è possibile continuare a garantire il presidio adeguato di un territorio se vengono depotenziate le forze di polizia? E’ un’evenienza che vogliamo scongiurare a tutti i costi”.