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Comunali: partiti in lotta per il candidato sindaco. Fuga in avanti di Di Niro, i civici contro Toma

Sono iniziate le prime riunioni nel centrodestra per la scelta del candidato sindaco di Campobasso dove si voterà a maggio: un coordinamento unitario non c'è ancora e le forze politiche sono in lotta per la leadership. E non mancano le prime fughe in avanti.

E’ ancora tutta da giocare la partita per la scelta dell’aspirante sindaco del centrodestra: la lotta per la candidatura nella coalizione che molti danno come vincente alle elezioni comunali di maggio è in corso. Le trattative sono iniziate ma si gioca ancora su tavoli separati. Manca un coordinamento, una regia unica capace di fare sintesi tra le varie proposte che i partiti stanno vagliando.

Molti si aspettavano dalla parlamentare e coordinatrice regionale di Forza Italia Annaelsa Tartagione un passo in avanti in tal senso. Ma la deputata azzurra, secondo beninformati, “è sparita”, impegnata più a Roma che in Molise. E questo ha fatto storcere qualche muso.

Silvio Berlusconi in visita a Termoli

L’altra leadership del centrodestra, non fosse altro per il prestigio dell’incarico ottenuto, è nelle mani del governatore Donato Toma. Ma anche lui, oberato di lavoro in via Genova, non ha tempo per le riunioni politiche che con grande probabilità porteranno al nome del candidato sindaco solo a pochi giorni – se non addirittura a poche ore – dalla presentazione delle liste. Liste che saranno tante, tantissime: questa è l’unica certezza, nonché grande speranza della coalizione, per battere il Movimento 5 Stelle e il centrosinistra. Del resto è la stessa strategia già collaudata alle ultime elezioni regionali.

Discorso un po’ diverso in casa Lega: la prossima settimana sarà presentato il comitato, presieduto dal consigliere comunale Alberto Tramontano, che si occuperà della composizione di lista e programma. Mentre spetterà al coordinatore regionale di Noi con Salvini, nonché assessore esterno nella giunta regionale Luigi Mazzuto, avviare i ragionamenti con gli altri partiti per individuare i criteri ma soprattutto il candidato sindaco nei principali centri della regione in cui si svolgeranno le amministrative: Termoli e Campobasso.

Una prima riunione si terrà dopo le elezioni regionali in Abruzzo dove si voterà domenica 10 febbraio.

corrado di niro

Sembra giocare da solo, invece, Corrado Di Niro, imprenditore campobassano e presidente dell’Associazione costruttori edili, il quale la sua propaganda la sta facendo già da tempo sui social proponendo a più riprese post dal sapore di un vero e proprio programma elettorale. Una strategia che potrebbe aver spinto l’altro aspirante sindaco di Campobasso, il consigliere comunale Francesco Pilone, a lanciare un appello alle forze del centrodestra.

Assieme alla collega del movimenti civico Democrazia Popolare, Marialaura Cancellario, è stato già stilato (e inviato alle redazioni) un documento politico e programmatico da parte di chi, pur guardando con rispetto a Forza Italia e ai colleghi “che oggi hanno inteso aderire all’esperienza politica della Lega, attualmente forza di Governo e candidata ad essere la massima espressione partitica, in termini numerici e programmatici, del panorama rappresentativo italiano” difendono saldamente l’esperienza civica “di ispirazione popolare e cristiana” maturata negli ultimi cinque anni di opposizione a palazzo San Giorgio. “Oggi – scrivono Pilone e Cancellario – siamo più che mai pronti per il governo della città, di Campobasso, della nostra amata comunità, e lo vogliamo fare con tutta la forza che ci contraddistingue e con l’esperienza maturata sul campo, non senza un confronto costruttivo con chi è chiamato a prendere decisioni concertative per il successo dei prossimi appuntamenti elettorali”.

Pilone Cancellario De Matteis

Da qui l’appello alle forze politiche “che si richiamano alla coalizione di centrodestra” a concentrarsi su due aspetti: programma per la città di Campobasso e scelta del candidato sindaco.

L’identikit di Democrazia Popolare? Un moderato puro del centrodestra, una persona con esperienza amministrativa, scelto democraticamente dalla coalizione “per evitare scelte calate dall’alto che potrebbero risultare approssimative ed infruttuose in virtù anche del sistema elettorale che vede disgiunto il voto per il sindaco da quello per il consigliere. Scongiuriamo con forza, quindi, la strada del ricorso, attraverso un atteggiamento più propagandistico che di sostanza, all’uomo o alla donna della società civile come panacea di tutti i mali, non solo perché così facendo, da esponenti politici, mortificheremmo il nostro ruolo e la nostra identità testimoniata sul campo da anni, ma soprattutto perché siamo convinti che non sia la via vincente”.