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Centinaia di rifiuti si riversano in spiaggia dopo le mareggiate, c’è perfino un bidone ‘Total’ foto

Legna, plastica, scarpe, salsa, liquore, cannucce, reste e bidoni in metallo. Non si tratta di una classica lista della spesa ma dell’elenco, vergognoso, dei rifiuti che si trovano sul tratto di spiaggia del Lungomare Nord compreso tra il Borgo Antico e la rotonda di via del Mare con il trabucco.

Le mareggiate dei giorni scorsi hanno fatto riemergere chili di rifiuti che hanno invaso non solo il mare, ma le spiagge, amplificando gli effetti delle nostre cattive abitudini in campo di smaltimento: ai più comuni rami di albero, di dimensioni variabili, si aggiungono la sempre presente plastica con forme e colori variabili, i cotton fioc finti alleati dell’igiene che finiscono giù nello scarico dei water prima di invadere l’Adriatico e, non tanto a sorpresa, le reste.

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Le classiche retine in plastica posizionate in mare per la mitilicoltura, hanno invaso buona parte della battigia. Al loro interno ci sono ancora centinaia di cozze, ormai morte o trafugate dai gabbiani presenti in città, trascinate a riva dalle forti correnti e lasciate al loro triste destino. Poco più avanti, tra conchiglie splendidamente decorate e sassi di ogni forma e colore, ‘spunta’ anche un bidone in metallo.

Il barile, semi arrugginito a causa della salsedine, è ben piantato nella sabbia, impossibile da muovere. Apparso nelle scorse ore, il fusto è visibilmente ammaccato, a causa forse del lungo tragitto via mare e del continuo infrangersi lungo gli scogli frangiflutti. Non è chiaro se sia ancora integro o abbia già riversato in mare il liquido al suo interno, ma una cosa è cristallina: il marchio ‘Total’ che svetta ancora su uno dei lati, segno che, probabilmente, contenesse olio o sostanze altamente inquinanti se disperse in mare.

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Nonostante la stagione balneare sia ancora ben lontana, è chiaro che i residenti approfittino delle belle giornate di sole per passeggiare serenamente in spiaggia, magari con il proprio amico a quattro zampe. La stranezza è trovare l’ambiente deturpato più simile ad un cimitero di rifiuti che ad una costa incontaminata dove potersi prendere la libertà di camminare anche in inverno.