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Carresi, approvata la legge per bypassare la copertura dell’asfalto. Ma i dubbi restano

Il consiglio regionale del Molise ha approvato alla unanimità, con l’astensione di Patrizia Manzo consigliera del Movimento 5 Stelle, la legge cosiddetta per il benessere degli animali, che dovrebbe sbloccare la criticità legata alle Carresi che si corrono in primavera in Bassomolise. Il condizionale è d’obbligo perché, malgrado il voto abbastanza convinto dell’aula oggi pomeriggio a Campobasso, permangono alcuni dubbi circa gli effetti definitivi che la proposta arrivata oggi in assise e messa ai voti possa sortire.

La legge infatti va a modificare la norma del 2015 in materia di manifestazioni storico-culturali e tutela del benessere animale, partendo dalla considerazione che in Molise si svolgono gare di carri trainati da buoi con cavalieri al seguito che costituiscono una “espressione autentica di identità culturale e storica e devono essere assolutamente salvaguardate anche perché hanno ottenuto dichiarazione di bene di interesse storico culturale etnoantropologico importante”.

La legge prevede che a garanzia del benessere degli animali sia necessario ricorrere ad accorgimenti nella ferratura, sostituendo a metà percorso le protezioni e utilizzando una specifica ferratura per attenuare l’impatto degli zoccoli, a base di alluminio tenero e poliuretano misto. In realtà la norma tende a superare – o almeno è questa la speranza emersa dalla interpretazione generale – l’accordo fra Stato e Regioni del 2002 e le successive e progressivamente sempre più rigide norme, che fra l’altro impongono un accorgimento molto impegnativo sull’intero tracciato delle carresi di San Martino in Pensilis, Portocannone e Ururi.

In pratica l’atto approvato all’unanimità dal Consiglio dovrebbe superare le limitazioni imposte per la sicurezza, non solo degli animali ma anche degli uomini, al tracciato, che come noto deve essere ricoperto di sabbia laddove non sia sterrato, dunque nei tratti di asfalto, e provvisto di una recinzione a protezione per l’intero percorso, che nel caso di San Martino in Pensilis è di svariati chilometri. Con un conseguente impegno di spesa notevole, che il Consiglio in qualche modo ha cercato di bypassare stabilendo regole diverse per la ferratura degli animali.

Quello che accadrà ora resta ancora un’incognita, perché la legge regionale potrebbe porre un conflitto con altri strumenti normativi, come la stessa consigliera Patrizia Manzo ha sottolineato dicendo che “questa proposta di legge non dà certezza, né risposte certe, non risolve il problema anche perché viene dal regolamento comunale di San Martino sulle ferrature ammesse. Rischia di creare un danno e non un aiuto. È importante – ha aggiunto – tutelare le tradizioni e non solo fingere di farlo, visto che non è una Pdl ancorata agli accordi Stato Regioni in vigore dal 2003″.