Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Carabiniere ucciso da proiettile di pistola d’ordinanza. Corpo trovato in caserma

Probabile il gesto volontario, ma per ora nessuna certezza ufficiale dietro la morte di Mario Di Fusco, 55enne militare dell'Arma. Bojano è sotto shock per il dramma che questo pomeriggio - 6 febbraio - ha sconvolto la collettività e la famiglia dell'uomo, sposato e con una figlia adolescente.

Il rumore sordo del colpo di pistola, il suo corpo riverso sul pavimento. Sarebbe stato trovato così il carabiniere di 55 anni morto questo pomeriggio, 6 febbraio, nel garage della caserma di Bojano.

Mario Di Fusco, il suo nome, era originario della Campania e prestava servizio nella Compagnia della città matesina. Era impiegato negli uffici del settore contabile dell’Arma. Una vita apparentemente tranquilla, normale. Lui sembrava felice con la sua famiglia, con la moglie e la figlia adolescente. Lo dimostrano le foto pubblicate sui social che ritraggono le vacanze al mare, le feste e altri momenti spensierati.

Poi la tragedia. I primi a trovare il suo corpo senza vita sarebbero stati gli stessi colleghi militari che in quel momento erano presenti nell’edificio. Sgomenti, increduli per il terribile scenario che si sono ritrovati di fronte, hanno chiamato i soccorsi e l’ambulanza del 118. Ma l’intervento del personale sanitario è stato inutile: quando sono arrivati in via Croce, il suo cuore aveva già smesso di battere.

Secondo le prime ricostruzioni, il carabiniere sarebbe morto per un colpo di pistola partito dalla pistola d’ordinanza. Si ipotizza il suicidio, ma per capire cosa sia successo e per confermare che si sia trattato di un gesto volontario sarà aperta una indagine.

La notizia ha fatto subito il giro di Bojano, la piccola cittadina dove l’uomo era conosciuto. Reazioni di sconcerto e disperazione per un dramma apparso a tutti inspiegabile. Sconvolti allo stesso modo i colleghi che con lui avevano condiviso tante giornate di lavoro.

E quando è scesa la sera, racconta chi è passato nella zona, nella caserma di via Croce le bandiere erano state abbassate. Un segno di lutto per quell’uomo sorridente morto in quello che sembrava un normale pomeriggio invernale.