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Campitello, ok alla fusione delle 3 società per “evitare il tracollo”. Iorio si smarca: “Regaliamo un patrimonio da 9 mln”

Approvata con soli 9 sì della maggioranza la proposta di legge che accorpa la consortile Campitello Matese e Korai - indebitate per 4 milioni di euro - a Funivie Molise. Per la maggioranza "risparmiamo ed evitiamo il tracollo di una delle più importanti località sciistiche molisane".

Debiti milionari, scatole cinesi e un fallimento dietro l’angolo. “Sarebbe la fine per Campitello Matese , gli impianti chiuderebbero”. E’ questa la prima motivazione che spinge la maggioranza ad approvare la proposta di legge che prevede la fusione della società consortile Campitello Matese e la Korai srl con la Funivie Molise spa. La delibera arriva in Consiglio regionale il pomeriggio dell’8 febbraio. Seduta convocata d’urgenza, quattro giorni prima che in Tribunale arrivi il piano concordatario.

I numeri fotografano i conti in rosso di enti nati per valorizzare una delle più importanti stazioni sciistiche molisane che negli anni sono diventati dei carrozzoni clientelari. In totale, ci sono circa 4 milioni di debiti. “La consortile Campitello Matese ha un debito nei confronti di Funivie Molise di oltre 3 milioni di euro” e  “a sua volta Funivie ha debito di 1,6 milioni”, scandisce il governatore Donato Toma in Aula.

“Se fallisce Funivie Molise, si trascinerà anche la consortile Campitello Matese, proprietaria degli impianti che verrebbero pignorati e venduti”. Invece “Korai è una società in liquidazione che ha un indebitamento nei confronti dei dipendenti. C’è stata la transazione con i lavoratori, ma è rimasto un debito di 250mila euro. Il Korai è proprietario del rifugio Jezza valutato 600mila euro, anche se abbiamo qualche dubbio sul valore.Ad ogni modo il rifugio è detenuto da un privato il cui contratto è scaduto”.

Ecco la situazione economica delle società. “Chiediamo al Consiglio regionale di promuovere una fusione perchè in questo modo capitalizziamo Funivie Molise, proponiamo un attivo da mettere a disposizione nel concordato. Poi procederemo col piano di risanamento che dovrà essere presentato in Tribunale, sperando che il giudice ci conceda una proroga di 60 giorni per attuare il piano di fusione. La fusione dovrebbe portarci al concordato preventivo che a sua volta dovrebbe favorire che la società torni florida e dunque al ripianamento dei debiti. Uso il condizionale perchè non è detto che riusciamo ad evitare il fallimento. E dunque anche lo sviluppo di Campitello Matese dipende dalla riuscita di questa operazione”. 

Consiglio regionale Molise

Insomma la strada per il rilancio di Campitello Matese resta tortuosa come i tornanti che da San Massimo portano alla località sciistica.

I dubbi restano tra gli stessi consiglieri regionali. Non solo tra gli esponenti dell’opposizione (M5S e Pd), ma della stessa maggioranza. Si espone Michele Iorio, forse il ‘regista’ delle operazioni di costituzione delle varie società, nate nel 2009, ossia durante il suo governo. “Rischiamo di svendere un patrimonio pubblico stimato attorno ai 9 milioni di euro, dell’affare beneficerà qualcun altro. Non la definirei nemmeno una exit strategy quella prevista in questa proposta di legge”, dice dopo aver difeso il suo operato.

Poi, consapevole dei possibili effetti della sua posizione sugli equilibri della maggioranza, l’ex presidente esplicita: “ La mia astensione non è un atto contro il presidente della Giunta” ma “sarebbe stato utile fare uno sforzo per evitare il concordato e salvaguardare la gestione pubblica degli impianti”.

Il resto della maggioranza dissente e compatta condivide gli obiettivi della legge. “Accorpiamo tre soggetti con le stesse funzioni, semplifichiamo il sistema e garantiamo l’operatività della stazione sciistica”, precisa Andrea di Lucente, relatore in Aula del provvedimento. “Per Campitello sarebbe un disastro, gli impianti resterebbero chiusi e non più appetibili ai privati”.

Si parla dell’inizio di un percorso di valorizzazione per Campitello Matese che “è una delle incompiute di questa regione, una stazione sciistica apprezzata ma che ha perso il passo con le maggiori realtà d’Italia”.

Per i 5 Stelle, “la proposta di legge non consente al Consiglio di dare indirizzi sullo sviluppo di Campitello”. Alla fine i pentastellati voteranno contro, mentre si astengono Iorio e Fanelli (Pd). Solo nove i sì della maggioranza: al momento del voto mancano Aida Romagnuolo, Nico Romagnuolo e Massimiliano Scarabeo. 

Però per portare a termine l’operazione la giunta regionale ha previsto un esborso economico: 125mila euro. Serviranno a pagare il commissario giudiziale (35mila euro), il liquidatore (20mila euro), l’advisor legale (30mila euro), l’asseveratore (ossia la figura che si occuperà della fattibilità del piano di dismissione, in questo caso è previsto un compenso di altri 30mila euro) e infine i periti (altri 10mila euro).

Un ‘taglio’ e via. La Regione almeno non si sobbarcherà più i costi di due società piene di debiti e rispetterà i diktat della Corte dei Conti sulla riduzione delle partecipate.