Tasse su vetture vendute, errori e contratti ‘gonfiati’ dalle finanziarie: la ‘giungla’ che danneggia gli automobilisti

Tra avvisi di pagamento sbagliati e contratti 'gonfiati' per leasing e prestiti: la 'giungla' in cui si trovano gli automobilisti molisani. Procedure avviate per i bolli auto, mentre l'Unione dei consumatori del Molise sta preparando un'azione collettiva per tutelare le persone che hanno acquistato una vettura nuova e pagato di più a causa di un cartello delle finanziarie scoperto e punito dall'Antitrust.

Auto venduta nel 2015, arriva il bollo da pagare del 2016. Una gran presa per il c… Sulla cartella c’è anche scritto che avevano accertato il mancato pagamento. Ma se io non ero più proprietario dell’auto in questione dall’anno precedente, cosa dovevo pagare?”.

E ancora: “Sono uno degli ipotetici ‘trasgressori’, con la differenza che nel 2016 la mia auto è stata rottamata. Per 10 ore molto probabilmente dovrò pagare un anno di bollo senza averne usufruito nemmeno di un giorno, e per di più con mora e spese varie aggiunte”.

“A me – scrive un altro lettore – è la seconda volta che chiedono di pagare il bollo del 2013”.

Segnalazioni, mail, telefonate. Le testimonianze di chi si sente vittima di un’ingiustizia.

La nostra redazione è stata presa d’assalto e tante persone hanno voluto raccontarci la loro storia dopo l’ultimo articolo sui bolli auto e sulle oltre 12mila cartelle esattoriali recapitate per il mancato pagamento delle imposte relative agli anni 2015 e 2016.

Da qualche anno gli automobilisti molisani vivono una situazione forse paradossale, sicuramente caotica. Confusione determinata da quando l’ente che intasca i proventi del bollo auto – ossia la Regione – si è affidata a società che hanno sbagliato a inviare gli avvisi di pagamento o addirittura non l’hanno proprio inviato.

Un anno fa, di questi tempi, la Ica Creset – società che per conto della Regione Molise si occupa della riscossione dei tributi – aveva inviato ai cittadini migliaia di cartelle esattoriali con bolli auto prescritti. Le ingiunzioni di pagamento erano relative al 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012 e 2013 notificati all’epoca, notificati la seconda volta nel 2014 e ’rispediti’ ai cittadini in questi giorni, cioè dopo tre anni.

Ci fu il maxi ricorso dell’Unione nazionale dei consumatori del Molise, ricorsi accolti dalle commissioni tributarie provinciali. E in quell’occasione la Regione Molise rinunciò a ricorrere in Cassazione.

Fine del caos? Assolutamente no. Migliaia di automobilisti hanno segnalato errori anche per i bolli del 2015 e del 2016.

C’è chi ha già deciso di rivolgersi all’Unione dei consumatori Molise. E c’è da scommetterci che molti altri si recheranno negli uffici di via Mazzini a Campobasso per poter far valere le loro ragioni e impugnare le notifiche di pagamento. Anche perché, come ci ha riferito chi ha contattato la nostra redazione, il bollo è considerata “una tassa ingiusta”.

Figuriamoci quando hanno scoperto che le cartelle relative al 2016 presenterebbero profili di illegittimità, come sostengono i legali dell’Unione dei consumatori Molise.

Ma chi pensava che il ‘calvario’ e gli errori della burocrazia fossero finiti qui si sbagliava. C’è un’altra tegola per gli automobilisti molisani. Molti di loro infatti potrebbero essere stati coinvolti e danneggiati dal cartello delle finanziarie delle case auto scoperto dall’Antitrust. In pratica, un accordo che per 15 anni ha falsato il mercato degli acquisti delle vetture tramite prestiti e leasing con costi probabilmente superiori al 20%.

Per questo l’Autorità che tutela la libera concorrenza sul mercato economico ha comminato una multa da 678 milioni di euro nei confronti della società che, in base agli accertamenti, si erano accordate per bloccare la concorrenza e alterare le dinamiche del mercato della vendita di automobili attraverso i finanziamenti erogati dalle finanziarie. Sotto la lente i contratti stipulati tra il 2003 e il 2017.

Anche su questo fronte dagli uffici di via Mazzini dell’Unione dei consumatori Molise si sta preparando un’altra battaglia: una class action per rivendicare i diritti di coloro che hanno acquistato un’autovettura presso i concessionari e stipulato una finanziaria ‘gonfiata’ con una delle società smascherate dall’Antitrust.

In questi casi, “il consumatore ha stipulato un contratto i cui importi erano falsati perché più alti, gonfiati dal cartello delle finanziarie”, spiega l’avvocato Ennio Cerio. Per gli automobilisti che hanno stipulato contratti tra il 2010 e il 2017 c’è dunque la possibilità di capire se si possono recuperare le somme consultando gli esperti degli uffici di via Mazzini 112 a Campobasso.