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Ancora chiazza marrone in mare, probabile terza rottura della condotta del depuratore fotogallery

Le immagini lasciano poco spazio alle ipotesi, ma saranno i sub a dare una risposta certa nelle prossime ore

Una nuova chiazza marrone, di acqua che sembra quasi ribollire, è comparsa da qualche giorno in mare alle spalle del depuratore del porto di Termoli. Si tratta con molta probabilità dell’effetto della rottura della condotta sottomarina dell’impianto di depurazione. Una condotta che si era rotta ed era stata già riparata due volte negli ultimi anni creando gravi problemi all’ecosistema marino e non poche polemiche politiche.

Chiazza depuratore in mare

La rottura non è stata ancora accertata ma appare quasi certa, a guardare le immagini, diffuse prima dell’esponente M5S Nick Di Michele e poi da altri cittadini. Il video che primonumero.it ha girato lunedì mattina 18 febbraio appare inequivocabile, ma a dare una risposta definitiva saranno i sub che interveranno appena possibile, forse domani 19 febbraio.

Dopo diversi giorni di mare mosso infatti, occorre clima sereno e soprattutto buona visibilità in acqua. Quindi è possibile che i sub intervengano nelle prossime ore per conto della Crea, la ditta che ha in mano la gestione del servizio idrico cittadino.

Chiazza depuratore in mare

Anche la Capitaneria di porto sta facendo delle verifiche. “Effettueremo un sopralluogo sia all’interno della struttura che in mare – ha fatto sapere il comandante Francesco Massaro -. Dalle immagini che circolano sembra sia una rottura, ma non abbiamo certezze”.

Il problema però non è nuovo. Difatti appena tre anni fa, nell’estate 2016, venne effettuata una prima riparazione di un guasto verificatosi con tutta probabilità quasi un anno prima. Nell’ottobre 2017 tuttavia si verificò una ulteriore rottura, riparata soltanto nel marzo scorso, quindi meno di un anno fa.

La vicenda è al centro di una indagine della Procura della Repubblica di Larino, che ha iscritto nel registro degli indagati, tra gli altri, il sindaco Angelo Sbrocca e i vertici della Crea.

La condotta più volte riparata porta al largo di Termoli, a circa 2 chilometri, i liquami già sottoposti a depurazione. Tuttavia l’odore che sprigionano questi reflui è molto forte e anche stamane, 18 febbraio, la puzza è chiaramente percepibile all’interno del Borgo antico termolese.