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Vitalizi, i Consigli stilano il cronoprogramma: tagli entro il 30 aprile. O le Regioni perderanno i fondi

In riunione la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative per fissare gli obiettivi e rimodulare gli assegni in base al sistema contributivo, come previsto dalla legge 145.

Entro il 30 aprile le assemblee legislative dovranno approvare il provvedimento con cui vengono ridotti gli assegni percepiti dagli ex consiglieri regionali. L’abolizione dei vitalizi, uno dei privilegi più odiati della politica, uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, dopo l’approvazione in Parlamento, impone alle Regioni di adeguarsi. Altrimenti da quest’anno perderanno l’80 per cento dei trasferimenti. C’è un’unica eccezione: non saranno toccati i fondi per la sanità, le politiche sociali e le non autosufficienze, il trasporto pubblico locale.

Il cronoprogramma per recepire le disposizioni di legge è stato delineato ieri mattina, 10 gennaio, dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali, riunione organizzativa dell’Ufficio di Presidenza alla quale ha preso parte il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone.

L’Ufficio di Presidenza, nel programmare le attività da realizzare nel 2019, ha sottolineato “come primo impegno urgente ed improrogabile quello relativo al percorso di lavoro da costruire in merito a quanto previsto nelle disposizioni contenute nella legge numero 145 del 30 dicembre 2018 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2019 inerenti le misure dei cosiddetti costi della politica””.

Sarà avviata dunque “una fase intensa di concertazione e confronto tra le diverse realtà regionali”. Questi i termini e gli obiettivi fissati: entro il 31 marzo ci dovrà essere l’accordo d’intesa in Conferenza Stato-Regioni ed entro il 30 aprile ogni Assemblea regionale dovrà approvare i provvedimenti legislativi per ridefinire la rimodulazione dei vitalizi previsti per gli ex consiglieri regionali in sistema contributivo secondo quanto previsto dal nuovo testo di legge.