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Traditori o fedeli, la conta degli assessori al rush finale. E c’è chi è già pronto a voltare le spalle al sindaco

Cosa succederà all'esecutivo di palazzo San Giorgio? Antonio Battista scioglierà in questi giorni le riserve sulla sua giunta che ha azzerato sabato 28 dicembre. Non tutti i nove esponenti però firmeranno il documento preparato dallo stesso primo cittadino. Colagiovanni e Sabusco i più distanti, ma anche Maio (Pd) è cauto: "Aspetto di leggere l'atto, e poi non è detto che mi ricandidi, si può fare politica anche fuori dalle istituzioni".

La conta è ormai vicina dopo una fine dell’anno non proprio all’insegna del ‘volemose bene’. Il brindisi organizzato da Antonio Battista con gli eletti in Comune per il pomeriggio del 31 dicembre è stato disertato da qualche (ex?) assessore. “Non siamo andati per motivi personali”, la giustificazione degli assenti. In realtà dopo l’azzeramento della giunta e il sostegno del sindaco alla corsa di Michele Durante alla segreteria del Pd l’aria che tira in Municipio è piuttosto avvelenata.

Carte alla mano e occhiali calati sul naso, il primo cittadino ha cominciato a valutare chi ha fatto cosa nei vari settori di competenza, obiettivi raggiunti, la fiducia nei suoi confronti e la lealtà al centrosinistra. I membri della sua squadra di governo li ha incontrati prima dell’azzeramento, ad uno ad uno ha spiegato i motivi di una scelta drastica che ha scontentato alcuni. Tra poco scioglierà le riserve su chi merita di restare nella sua squadra di governo. “Stiamo lavorando e mettendo su i programmi per arrivare a fine mandato”, le dichiarazioni che Battista ha rilasciato a Primonumero prima che cominciasse l’emergenza neve. “Appena sarò pronto con tutti i responsi, terrò una conferenza stampa per comunicare le mie decisioni in totale e massima trasparenza”.

E loro, i diretti interessati? L’azzeramento ha fatto arrabbiare più di qualche assessore che non ci sta a passare agli occhi dei cittadini come ‘traditore’ o ‘fannullone’.

Firmeranno o no il famoso documento che il sindaco sottoporrà loro per ‘vincolarli’ a lui e al centrosinistra evitando fughe verso le ‘spiagge’ del centrodestra? Quasi sicuramente non lo faranno tutti.

Ad esempio Salvatore Colagiovanni, uno degli assessori più discussi, è pronto a porre delle condizioni. “Se non leggo il documento non posso rilasciare dichiarazioni”, dichiara alla nostra testata. “Ho letto una prima bozza e, se dovesse restare tale, posso già dire che non la sottoscriverò, Battista lo sa. Dal mio punto di vista, nel documento bisogna indicare chi sarà il candidato sindaco o se ci saranno le primarie. Se il candidato sindaco sarà Antonio Battista, non ho problemi a sottoscrivere l’atto”.

Seconda condizione: “In calce al documento devono esserci le firme dei rappresenti di tutte le sigle che compongono la coalizione che nel 2014 ha vinto le elezioni”. Impossibile che questo avvenga: l’Udc e i Popolari per l’Italia, infatti, sono tornati nel centrodestra e hanno sostenuto Donato Toma alle Regionali di aprile.

E proprio chi rappresenta l’Udc nell’esecutivo comunale come Massimo Sabusco (anche su di lui i rumors sono scatenati e parlano di un ritorno nel centrodestra, fra l’altro altamente possibile vista l’amicizia con Aldo Patriciello, ndr) non si sbilancia: “Chiarirò prima al sindaco la mia posizione e poi la ufficializzerò”. Probabilmente queste sono le due poltrone più a rischio.

“Rispetto la decisione del sindaco e firmerò il documento”: prova a fugare i dubbi Maripina Rubino (in quota Popolari). Anche Francesco De Bernardo e Stefano Ramundo, entrambi sulla graticola, prometteranno lealtà a Battista. “Mi sono confrontato con la mia parte politica (che fa riferimento a Pierpaolo Nagni, ndr) e al momento non ci sono motivi per non firmare il documento del sindaco”, dice il titolare della mobilità che si smarca dal collega Colagiovanni. Del resto, agli inizi di novembre, quando sono iniziate a circolare le prime voci sui cambi di casacca, De Bernardo aveva già chiesto ai suoi colleghi di uscire allo scoperto. Un appello caduto nel vuoto. Ma un sassolino De Bernardo se lo toglie dalla scarpa. “L’utilità di questa operazione non la capirò mai – insiste –, probabilmente voleva l’azzeramento solo chi intende affossare l’immagine di Antonio Battista perché, a mio parere, avevamo raggiunto un equilibrio tra maggioranza e giunta”.

Stefano Ramundo invece forse ha addirittura anticipato il giudizio di Battista sottoscrivendo la candidatura alla segretaria regionale del Pd per Michele Durante. Ecco il segnale che ha inviato al centrosinistra smentendo il passaggio ai Popolari. “Credo che l’azzeramento sia legittimo, così come è legittimo che il sindaco faccia le sue valutazioni sul mio operato”, dice. E forse, a marcare la differenza con alcuni suoi colleghi, puntualizza: “Non ero tanto attento alle questioni politiche interne in Municipio perché impegnato con l’avvio della differenziata nella parte est della città”.

Campobasso Battista Colagiovanni Rubino Viola De Benedittis e Salvatore

Per i bene informati ci sono già alcune firme ‘blindate’: quelle delle fedelissime di Antonio Battista, Bibiana Chierchia e Alessandra Salvatore. 

“Io sono tra le persone che avevano chiesto da mesi al sindaco di chiedere alla maggioranza e alla giunta di confermare un impegno per il centrosinistra”, esplicita la prima. “Non solo io firmerò il documento, ma siamo in tanti – in giunta e in maggioranza – a chiedere al sindaco di fare questa cosa, ma non per attaccamento alla poltrona”. D’accordo con lei la Salvatore: “Battista ha fatto la cosa giusta”.

Molto prudenti le dichiarazioni di Pietro Maio, uno dei fedelissimi e compagno di tante battaglie in Comune proprio assieme a Battista. “Devo leggere il documento, l’appartenenza al centrosinistra è scontata, io sono un uomo di sinistra-centro da candidato o da non candidato. Poi il sindaco farà un excursus sull’attività svolta, capirà chi ha lavorato e chi no. Penso che un sindaco uscente che ha ben lavorato come Battista si debba ricandidare, anche perché la maggioranza ha rispettato il programma elettorale”.

A sorpresa l’assessore ai Lavori pubblici non si ricandiderà alle Amministrative: “Da 18 anni ho fatto sempre politica, l’importante è sostenere le causa e gli ideali del centrosinistra fuori e dentro le istituzioni. Andrò controcorrente ma con le mani pulite, che è una pre-condizione per ogni amministratore”.

La crisi al Comune dunque rientrerà, ma non è escluso qualche scossone. I malumori dei consiglieri Pd per l’esito della battaglia per la segreteria regionale potrebbe pure provocare qualche colpo di scena. C’è chi, come Pino Libertucci, non ha rinnovato la tessera del partito. Mentre l’ha fatto Giovanna Viola (ex fratturiana, ora sostenitrice di Vittorino Facciolla) che, però, nelle scorse settimane è stata avvistata ad un incontro-aperitivo con Vincenzo Niro.

In pratica le primarie del 4 marzo, oltre a stabilire i nuovi equilibri nel Pd, saranno fondamentali pure per la tenuta della coalizione che sostiene Antonio Battista.