Test antidroga ai politici, legge carente. Dopo le proteste Scarabeo la fa tornare al punto di partenza

Dopo le proteste in aula il proponente della legge ha chiesto un ritorno in prima commissione per riesaminare tutti gli aspetti della sua proposta che introduce test antidroga casuali e periodici per consiglieri e assessori regionali.

La proposta di legge che rende obbligatori i test antidroga per consiglieri e assessori regionali potrebbe tornare presto in Prima Commissione: a chiedere un nuovo esame dell’iniziativa lo stesso proponente, il consigliere Massimiliano Scarabeo, che il 28 gennaio scorso ha scritto al presidente dell’assiste di via IV Novembre dopo la larga bocciatura della sua legge a palazzo D’Aimmo nella seduta del 22 gennaio scorso.

Pd, Movimento 5 Stelle e persino una parte della Lega hanno detto no alla proposta di Scarabeo sollevando questioni di incostituzionalità e lesione della privacy. Questo ha spinto il consigliere eletto con Forza Italia la volta scorsa e ora nel Gruppo Misto a fare dietrofront e chiedere “che vengano verificati e posti in essere tutti i necessari passaggi preliminari finalizzati ad ottenere il riscontro, da parte degli organi istituzionalmente deputati alla tutela di tutti gli interessi coinvolti dal testo legislativo, quali, tra gli altri, il Garante della privacy, le Camere penali di Isernia e Campobasso, l’Ordine dei medici, la Procura generale di Campobasso e tutti gli ulteriori organi che la signoria vostra voglia ravvisare ai fini di tutela protezione e controllo come meglio sopra indicati”.

Insomma, quel testo, sul quale la prima commissione aveva dato pure un parere favorevole alla vigilia del suo arrivo in Consiglio, sarebbe carente di moltissimi passaggi. Scarabeo ne ha preso atto dopo il coro di proteste dei suoi colleghi tanto da chiedere un ritorno in commissione. Il risultato è che la legge che introduce test casuali e periodici per i politici della regione torna al punto di partenza.