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Terremoto, in arrivo i fondi per autonoma sistemazione: 7 i Comuni molisani con case inagibili. Aiuti anche a chi era in affitto

Esattamente 5 mesi dopo la scossa di terremoto del 16 agosto, sono pronti i fondi per l’autonoma sistemazione. Significa che i cittadini le cui abitazioni di proprietà – ma anche quelle in affitto – sono risultate danneggiate in maniera considerevole dal sisma di magnitudo 5.1 che ha colpito il Basso Molise, possono contare su un indennizzo dello Stato per trasferirsi e pagare le spese relative all’affitto temporaneo in una casa sicura, nell’attesa dei lavori di sistemazione che, garantiscono dalla Protezione Civile, questa volta saranno decisamente più celeri del solito.

E’ infatti allo studio una ordinanza del commissario che a breve dovrebbe sbloccare impedimenti burocratici rispetto ai tempi di rientro e soprattutto di intervento nelle abitazioni e negli edifici che in seguito ai sopralluoghi tecnici seguiti al sisma sono stati dichiarati inagibili.

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La buona notizia, per ora, è che il denaro messo in campo dal Ministero per la prima fase dell’emergenza terremoto in Basso Molise, disponibile da prima di Natale nelle casse della Regione Molise, arriverà ai Comuni interessati. Che sono nello specifico sette e cioè Montecilfone, Palata, Larino, Guglionesi, Acquaviva, Guardialfiera e Tavenna. I rispettivi sindaci trasmetteranno al commissario di governo l’elenco di tutti i beneficiari del contributo, che sono circa 450 nel complesso, entro la mattina di lunedì 14 gennaio.

In realtà le richieste fatte subito dopo il terremoto sono già state inoltrate dagli uffici municipali, ma devono essere confermate sulla nuova modulistica che è unica per tutti i Comuni. “Ai sindaci abbiamo chiesto, attraverso i loro uffici, di riempire gli stessi moduli che certifichino chi ha diritto al contributo per l’autonoma sistemazione” spiega  l’architetto Giarrusso, a capo del dipartimento regionale.

Non solo chi ha temporaneamente perso la casa di proprietà, ma anche chi si trovava in affitto e ha subito il disagio di aver dovuto lasciare tutto e trovare una sistemazione alternativa ha diritto al contributo, che si calcola in base al numero degli inquilini e alle caratteristiche degli stessi, con bonus supplementari in caso di disabili e persone sopra gli 85 anni di età. Un rimborso che copre al momento sei mesi, tanti quanti sono quelli stabiliti dall’ordinanza, ma che – è facile intuirlo fin d’ora – sarà prorogato qualora i lavori di sistemazione e ristrutturazione dovessero tardare. “Le richieste dei cittadini che non hanno ancora provveduto a presentare la domanda saranno trasmesse non appena pervenute”, aggiunge il sindaco di Montecilfone Franco Pallotta.

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La somma arrivata in Regione, accreditata dal governo nazionale per la gestione dell’emergenza del cratere molisano, servirà anche per la messa in sicurezza del serbatoio di Montecilfone come pure di quello di Tavenna e per la messa in sicurezza di palazzo Vernucci, l’edificio pericolante di Guglionesi che ha bisogno di un intervento il più celere possibile anche per consentire alle tante famiglie che abitano nell’ipotetico perimetro di caduta di rientrare finalmente a casa. Anche loro infatti sono state coinvolte da una ordinanza di sgombero, non perché le abitazioni non siano sicure da un punto di vista sismico ma perché il palazzo di 25 metri sospeso sul vuoto, come ha anche relazionato il professor Monaco dell’università di Bari, rischia in caso di crollo di finire addosso ad altre abitazioni. “Infine – precisano dalla Protezione Civile – i soldi serviranno anche a rimborsare le spese sostenute dai Comuni per la gestione dell’emergenza, le tende e i pasti serviti nelle tendopoli”, allestite per circa un mese nei centri maggiormente coinvolti dal sisma.