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Ragazza di 20 anni stuprata brutalmente la notte di Capodanno dal suo migliore amico

La ragazza dopo aver festeggiato l’arrivo del nuovo anno in un locale di Campobasso si era messa in macchina con l’amico per andare a fare la classica colazione del primo gennaio. Ma questi non ha mai raggiunto la comitiva che si era già avviata. Ha invece portato la giovane nella zona industriale e abusato di lei brutalmente in auto. Il pronto soccorso ha certificato la violenza. Indaga la squadra mobile

Non aveva motivi per non fidarsi di lui. Sono cresciuti assieme. Lei, la vittima di questa brutta storia, ha venti anni. Lui, diventato aguzzino in una notte e uscito fuori di senno, pure.

Insieme ad altri ragazzi del paese (un piccolo centro alle porte di Campobasso) avevano composto la classica comitiva del rione. Inseparabili. Pronti a condividere le tappe di una vita che li unisce sin da quando erano bambini.

E quindi, come sempre, anche quest’anno avevano scelto di festeggiare la notte di Capodanno tutti insieme. I preparativi per la cena a casa di uno di loro. Quindi un ricco menù, gli immancabili brindisi aspettando la mezzanotte e poi tutti a ballare.

Insieme, la comitiva di amici, ha scelto di festeggiare subito dopo la mezzanotte in una discoteca di Campobasso.

Tutti in macchina allora, diretti in un locale della zona industriale. Musica, divertimento, risate, ancora qualche drink  aspettando l’alba.

Attorno alle 6.30, quando ormai era giorno, il gruppo decide di rispettare il tradizionale “rito della colazione” che si ossequia il primo gennaio, soprattutto tra i più giovani.

“Ci vediamo da Jolly”, dicono citando il bar dove avevano scelto di bere cappuccini e mangiare cornetti.

Con macchine diverse ognuno si avvia quindi verso via Monsignor Bologna.

Lei, la vittima, va in auto (come all’andata) con il suo migliore amico. Perché non farlo? O meglio, la domanda non deve esserla affatto posta visto il legame decennale.

Ma quando escono dal parcheggio si accorge che l’auto non imbocca la direzione verso il centro di Campobasso, si dirige invece dalla parte opposta. Nei pressi della Seac, dove c’è un’area verde cinta da stradine secondarie lungo le quali spesso si appostano le coppiette in cerca di intimità.

La giovane chiede spiegazioni, lui non risponde.

Tutto accade in un istante: ferma l’auto e le salta addosso.

Inizia a baciarla, lei lo respinge. Lui la blocca. Lei è esile, non riesce a divincolarsi da quelle mani che la tengono immobilizzata. Urla, ma non serve. Lui le strappa letteralmente i vestiti e da quel momento abuserà di lei per circa mezz’ora. Una violenza brutale. Animalesca.

Poi, senza palesare alcun risentimento, la riaccompagna.

Questo è il racconto della ventenne. Una ragazza sotto choc. Bussa alla porta di casa e quando i familiari le vanno incontro non credono ai loro occhi. Lei non si regge in piedi, scoppia a piangere, singhiozza, è piena di lividi, racconterà tutto d’un fiato prima di crollare.

Quindi la corsa in ospedale. Al pronto soccorso del Cardarelli i medici in servizio certificano la violenza. Refertano le ecchimosi, la presenza di sperma, le lesioni.

Quella relazione clinica poco dopo è già sul tavolo della Squadra mobile che a stretto giro di posta avvia le indagini.

Gli agenti di Raffaele Iasi, acquisiti i certificati del nosocomio, sequestrano l’auto dove è avvenuta la violenza, gli abiti della ragazza, quelli dell’indagato. Il sostituto procuratore Francesco Santosuosso convalida tutti i provvedimenti d’iniziativa della Mobile. Che nel frattempo ascolta le persone informate dei fatti.

Lo stupratore al momento è formalmente indagato, ma l’inchiesta non è chiusa.

La giovane dal primo gennaio fatica a riprendersi. La paura l’ha soggiogata: si fidava di quel compagno di scorribande d’infanzia e assieme a lui credeva di festeggiare spensieratamente l’arrivo di un nuovo anno. Come avevano sempre fatto. Poi qualcosa è cambiato. E ha distrutto tutto: sogni, fiducia, speranze.