Sì alla copertura dei binari, no alle barriere antirumore: “Deturpano il paesaggio”. Al via la raccolta firme

Sì alla copertura dei binari, sì al raddoppio Termoli-Lesina ma secco no alle barriere antirumore. È la posizione espressa dal Comitato termolese 'Cittadini in rete' che sta per avviare una raccolta firme contro il progetto di Rfi e Italferr

È polemica sul progetto di Rete ferroviaria italiana per Termoli che prevede l’installazione di barriere antirumore lungo il tracciato ferroviario. Il Comitato ‘Cittadini in rete’ osteggia con forza il progetto che prevede la costruzione, lungo la ferrovia, di barriere antirumore che saranno visibili sia in pieno centro città sia lungo la costa. Dal Comitato chiedono invece una progettualità “paesaggisticamente meno deleteria per l’urbanistica e la qualità della vita di Termoli”.

Ferrovia e Ferrovieri

Il comitato – che si fa sentire per voce di uno dei suoi membri, Carmela Sica – intende sollevare il dibattito e portarlo all’attenzione di cittadini e Istituzioni. Per farlo sta per avviare una raccolta firme – che partirà lunedì 21 gennaio dalle 18.30 nei locali della parrocchia San Timoteo unitamente ad una serie di incontri coi termolesi – al fine di boicottare le barriere antirumore.

Barriere che, da progetto di Rfi e Italferr, saranno alte circa 8 metri su un tracciato di circa 4 chilometri e si vedranno in centro città così come lungo la costa. E in un comunicato il gruppo esprime tutto il proprio dissenso per l’operato del Sindaco Angelo Sbrocca.

“Mentre il nostro Sindaco rimane in silenzio legislativo, altre Amministrazioni comunali interessate dalla problematica dell’inquinamento acustico da traffico ferroviario dettano prescrizioni a Rfi. Silenzio interrotto, però, per esprimere parere favorevole al progetto del Raddoppio Ferroviario che prevede, oltre un doppio muro di barriere antirumore alto quasi 8 metri e lungo 5 km dalla rotonda di via Corsica (distributore Mimmo Cannone) fino alla stazione di Campomarino, anche la sostituzione, a spese di Rfi, degli infissi di privati cittadini con infissi a ricircolo di aria forzata, da tenere chiusi, per tutelare la salute degli esposti”.

E viene citato il caso dell’Amministrazione di Falconara Marittima, in provincia di Ancona, dove il Sindaco, esprimendo parere negativo all’impatto del muro di barriere antirumore, sebbene lungo qualche chilometro in meno di quello che interesserebbe Termoli, ha riportato quanto ipotizzato dall’Università Politecnica delle Marche ovvero «conseguenze pesanti per l’ambiente: accentuerebbe l’inquinamento perché impedirebbe alla brezza marina di disperdere gli inquinanti e incrementerebbe la rumorosità del traffico perché il metallo avrebbe un effetto amplificatorio», chiedendo altresì l’intervento della Soprintendenza, della Regione Marche e dello stesso Ministro delle Infrastrutture Toninelli. Il Comitato precisa inoltre come anche in altre località sia partita una raccolta firme contro il muro.

 

Il Comitato allora si chiede perché non sia stata adottata in Consiglio Comunale e comunicata a Rfi la Deliberazione del Consiglio Regionale del Molise del 31 luglio 2018, che aveva espresso il No agli oltre 10 km di barriere ininterrotte su tutto il territorio termolese. E si domanda se Italferr sia a conoscenza della realizzazione della nuova viabilità di via Dante e via Mario Pagano perché – è questo il dubbio espresso dal Comitato – “non potrebbe interferire con le barriere antirumore che, come dice l’Università Politecnica delle Marche, potrebbero accentuare l’inquinamento acustico e peggiorare la qualità dell’aria?”

 

Il Comitato inveisce contro l’Amministrazione Sbrocca dunque, ritenuta colpevole del ritardo accumulato e di non aver inviato osservazioni al Programma Investimenti 2017-2021 che Rfi ha presentato il 14 ottobre scorso alla Commissione Permanente Trasporti della Camera dei Deputati, come hanno fatto invece altre Regioni e Amministrazioni locali.

“A questo punto, visto che si sono ridotti i margini per intervenire sul progetto, come cittadini pensiamo che sia arrivato il momento di comunicare noi al Ministro Toninelli, a Italferr e a Rfi che il costo previsto (sicuramente milionario per installazione e manutenzione) per i chilometri di barriere antirumore e infissi con ricircolo di area forzata lo faremo risparmiare, chiedendo con forza di utilizzarlo per progetti e tecnologie alternative lungo la costa e la copertura di tutto il tracciato cittadino dei binari, chiedendo al tempo stesso una progettazione degna dell’unica stazione ferroviaria strategica della regione Molise sulla direttrice Adriatica Bologna-Lecce”.

 

Dunque sì alla copertura dei binari, sì al raddoppio ferroviario Termoli-Lesina ma secco no alle barriere antirumore, in nome del rispetto della “dignità turistica, urbanistica e ambientale di Termoli e della salute dei cittadini”.