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Scuole sicure, il Comune frena su via Gramsci. Ma il comitato tuona: “Dati preoccupanti”

Da Palazzo San Giorgio annunciano un incontro con la dirigente scolastica e con i genitori dopo aver completato la lettura della relazione dell'Università. “Se dalla relazione – le parole del sindaco Antonio Battista – dovesse emergere la necessità di chiudere la scuola lo farò immediatamente"

Le polemiche si acuiscono ogni qualvolta l’Università degli Studi del Molise consegna gli studi di vulnerabilità sulle scuole di Campobasso. L’edificio di via Gramsci, che accoglie gli alunni dell’ex edificio di Mascione, non fa eccezione: lo studio del team guidato dal professore Carlo Callari ha messo in luce tutte le criticità dello stabile che ospita la primaria Giovanni Paolo II, oltre ad un ambulatorio dell’Asrem, all’ufficio postale e alla sede dell’associazione di quartiere.

Dopo le notizie apparse sugli organi di stampa che hanno messo in allarme i genitori degli alunni, il Comune si è immediatamente affrettato a gettare acqua sul fuoco facendo sapere che la lettura della relazione sulla scuola di via Gramsci sarà completata all’inizio della prossima settimana. E dunque “solo dalla completa lettura del documento si arriverà alle conclusioni”. Ci sarà poi un incontro con la dirigente della scuola e con il comitato dei genitori “sempre disposti al confronto e al dialogo”.

“Se dalla relazione – le parole del sindaco Antonio Battista – dovesse emergere la necessità di chiudere la scuola lo farò immediatamente. Lo studio è stato commissionato da questa amministrazione – ribadisce – e ci atterremo scrupolosamente alle indicazioni degli esperti e a successivi e relativi approfondimenti”. Invece nei prossimi giorni, aggiungono da palazzo San Giorgio, verrà aperto il cantiere del nuovo plesso di contrada Mascione.

La presa di posizione del sindaco ha provocato la reazione del comitato ‘Scuole sicure’. Per il referente regionale Nicola Simonetti “quanto certificato dall’Unimol è un dato molto preoccupante che viene rafforzato ulteriormente da quanto già emerso in questi ultimi tre anni nella nostra città e sull’intero territorio nazionale, dove quello che emerge ogni giorno, dal 2002, è quanto poco sia stato eseguito e fatto sulla sicurezza scolastica dagli enti proprietari degli edifici strategici”.

Non solo la sicurezza sismica, ci sono ritardi pure sulle norme antincendio nonostante “il decreto milleproroghe stabiliva come termine ultimo e perentorio lo svolgimento delle verifiche sismiche e vulnerabilità sismica, comprese le norme antincendio su tutte le strutture ed edifici scolastiche situati nelle zone 1 e 2, entro il 31 dicembre 2018. Tante scuole mancano all’appello e sulle quali nulla è stato fatto”.

Infine il Comitato non è d’accordo nemmeno con il progetto del Comune di Campobasso di costruire un nuovo plesso a Mascione: pur essendo “diritto dell’amministrazione determinare come e dove agire”, “da contribuenti riteniamo che l’importo attribuito e determinato per tale costruzione – 1, 2 milioni di euro – stride con quanto, tre anni orsono, si era chiesto per un bacino ben più ampio ed esteso, ci riferiamo all’Istituto comprensivo Igino Petrone e alla stessa Don Milani (600 scolari presenti solo nel plesso di via Leopardi, oggi solo circa 360), mentre il nuovo plesso di Mascione ospiterà meno di un centinaio di bambini”.