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Riparte dai quartieri la battaglia per il Cardarelli: “È al collasso, pochi medici e macchinari carenti”

Circa 50 persone presenti all'iniziativa organizzata da sei associazioni di quartiere in via Gramsci. Il comitato ha chiesto il sostegno dei cittadini per difendere l'ospedale Cardarelli: "Siamo ridotti al lumicino - la testimonianza del dottor Carozza - mancano i medici, i macchinari sono obsoleti. Non abbiamo nemmeno i fogli per stampare un lettera di dimissioni".

Il quartiere Cep, uno dei più popolosi della città capoluogo: da qui il comitato nato a difesa del Cardarelli rilancia la sua battaglia. Una “chiamata alle armi” come l’ha definita qualcuno durante l’incontro organizzato nei locali del centro sociale di via Gramsci da sei associazioni di quartiere: Campobasso Nord, San Giovannello, Colle Leone, Feudo, Quattro Colli e Zona Cappuccini. Circa 50 persone (anziani soprattutto) presenti.

Un’iniziativa di sensibilizzazione, ma non solo. L’incontro con il comitato presieduto dal dottor Tommasino Iocca, presente assieme ad alcuni medici del Cardarelli (Daniela de Capoa, Michela Musacchio e Francesco Carozza), mette un punto fermo nelle vicende della sanità molisana: dopo la chiusura di alcuni reparti (come la Neurochirurgia), “il Cardarelli è vicino al collasso”. “Siamo ridotti al lumicino – la testimonianza del dottor Carozza – mancano i medici, quelli che andranno in pensione non saranno sostituiti perchè c’è il blocco del turn over imposto dal piano di rientro. I macchinari sono obsoleti: la tac ha 15 anni e periodicamente presenta dei problemi. Non abbiamo nemmeno i fogli di carta per stampare una lettera di dimissioni. Ma l’utenza questo non lo sa, quando dovrebbe saperlo e farsene carico”.

Il comitato ha bisogno di ‘forze fresche’ e del sostegno dei cittadini per andare avanti. Ha avviato quindi una campagna di adesione: per iscriversi bisogna pagare una quota simbolica, tra i 2 e i 5 euro, in base alle proprie opportunità economiche, per sostenere le azioni legali e le altre iniziative in programma.

Per difendere il Cardarelli il comitato ha pure chiesto un incontro al nuovo commissario, Angelo Giustini. “Ma per farci sentire, abbiamo bisogno che la gente ci sostenga e partecipi alle nostre iniziative consapevole dei propri diritti. Il diritto alla salute è garantito dalla Costituzione che stabilisce che la sanità è pubblica”. Qualche punzecchiatura infine all’indirizzo delle strutture private: “Garantiscono solo quelle prestazioni che a loro convengono e che la Regione Molise paga profumatamente, ma se una persona si sente male improvvisamente può essere portata solo nei pronto soccorso degli ospedali pubblici: i privati infatti non hanno il pronto soccorso”.