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Riforma delle Province: Governo e Regioni a confronto. “Chiarire le funzioni”

Hanno tre competenze importanti – viabilità, edilizia scolastica e ambiente – ma non hanno fondi. Da qualche anno le Province sono ‘sospese’, depauperate di finanziamenti dopo l’entrata in vigore della riforma Delrio. L’ex governo Renzi avrebbe voluto sopprimerle, ma la mancata approvazione del referendum ha bloccato tutto.

L’esecutivo gialloverde è pronto a rimettere mano a questa riforma incompiuta. E l’argomento è stato al centro dell’incontro che si è svolto nella sede del Ministero degli Affari regionali tra Erika Stefani e i presidenti delle Regioni. Al confronto sulla riforma del Testo Unico Enti Locali e Province c’era anche il governatore Toma.

Definire le linee guida per una revisione organica della disciplina in materia di ordinamento delle Province e delle città metropolitane, superare l’obbligo di gestione associata di funzioni e semplificare gli oneri amministrativi e contabili in capo ai Comuni, principalmente quelli di piccole dimensioni: quegli gli obiettivi principali del governo gialloverde.

“Temi e problematiche di stringente attualità – ha dichiarato Toma a margine della riunione – che ci pongono di fronte alla necessità di intervenire urgentemente soprattutto sulle Province, enti che in questi anni hanno scontato negativamente gli effetti di una riforma penalizzante che è intervenuta su limiti di spesa, riduzione di organici, regole restrittive nell’approvazione dei bilanci”.

La Regioni hanno presentato una propria proposta al governo: ridisegnare il ruolo delle Province rimuovendo tutte le sovrapposizioni emerse con le Regioni e dando a quest’ultime la facoltà di strutturare un nuovo impianto sulla base delle peculiarità e delle caratteristiche dei territori.

“Va fatta inoltre chiarezza – ha detto ancora il governatore –  sulla compatibilità dei profili che attualmente le Province hanno, da quello di ente di gestione, secondo quanto previsto dalla riforma Delrio, a quelli di ente di supporto ai Comuni e di programmazione territoriale”,

Ad ogni modo per il capo di palazzo Vitale l’incontro col ministro Stefani è positivo in quanto “rappresenta un deciso passo in avanti verso una revisione dell’assetto funzionale e ordinamentale delle Province che, però, non può essere avulsa da una riforma complessiva delle Autonomie locali”.