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Differenziata, incontro semi deserto al quartiere Airino: cittadini preoccupati dal rischio multe foto

La Rieco Sud e il Comune di Termoli proseguono i loro incontri con i cittadini dei vari quartieri di Termoli sul tema caldo della raccolta differenziata. Ieri, 21 gennaio, è toccato ai residenti del quartiere ‘Airino’ che hanno avuto la possibilità di incontrare tecnici e amministratori nell’auditorium della scuola di via Stati Uniti. In realtà in pochi hanno colto quest’occasione e i presenti erano poco più di 30. E tutto ciò ha il sapore amaro di un’occasione preziosa persa, sebbene le possibilità per informarsi siano tante e diversificate.

A spiegare ai presenti il funzionamento del nuovo servizio Dario Buzzelli, responsabile della comunicazione della nuova società che da dicembre ha in gestione il servizio di raccolta differenziata a Termoli, insieme all’Assessore all’Ambiente, Filomena Florio, e al Dirigente all’Urbanistica e all’Ambiente, l’architetto Livio Mandrile. Gli incontri con la cittadinanza, come spiegato in apertura, saranno in totale circa 20 compresi quelli con alcune categorie come ristoratori o amministratori di condominio. “Le riunioni servono – hanno spiegato – ad adattare il progetto del Comune alla città e alle esigenze dei cittadini”.

Incontro Rieco in via stati uniti

Si è trattato anche in questo caso, come nei precedenti, di un incontro tecnico-pratico volto a spiegare nel dettaglio il metodo della differenziazione – il ‘come’, il ‘quando’ e il ‘perché’ – e a dissolvere dubbi, con tanto di esempi pratici e slides a supporto. Si è parlato dei singoli materiali da differenziare, dai classici plastica e metallo (ora uniti in un unico contenitore), carta, organico e vetro ai rifiuti ‘particolari’ come i Raee (rifiuti da apparecchiatura elettrica elettronica), gli ingombranti, i toner delle stampanti o gli oli esausti (per questi ultimi si provvederà nel prossimo futuro ad istallare dei contenitori in vari punti della città). Per queste categorie di rifiuti che non rientrano nei materiali da differenziare nei mastelli/bidoni usuali, è stato ribadito come le possibilità siano essenzialmente due: portare i suddetti materiali all’ecocentro oppure prenotare il ritiro a domicilio chiamando il numero verde 800.688.712. Discorso diverso per i farmaci vuoti o scaduti, che vanno conferiti negli appositi contenitori che si trovano nelle farmacie (differenziando a casa la sola carta della scatola e quella del foglietto illustrativo) e le pile scariche, che vengono abitualmente ritirate con appositi contenitori cilindrici nei supermercati. Illustrati anche i vari strumenti, dal numero verde all’ecosportello passando per l’app Junker per smartphone.

Fugati molti dubbi che assillavano i presenti, come quelli relativi a determinati rifiuti (piatti e bicchieri di plastica vanno nella plastica, non è necessario lavare i rifiuti, il vetro da differenziare è solo quello di bottiglie, barattoli e bicchieri, il tetrapack delle bottiglie per il latte va nella carta con la sola accortezza di togliere il tappo in plastica, e tanti altri) e a determinate accortezze come l’utilizzo o meno delle buste per conferire i rifiuti (per il vetro e il cartone no, per la plastica è preferibile usarle ma che siano in plastica e per l’umido è necessario utilizzare sacchetti biodegradabili).

Ma a tenere banco per buona parte dell’incontro, durato circa due ore, sono state le polemiche e le preoccupazioni per la corretta riuscita del percorso intrapreso. Molti tra i presenti si sono detti preoccupati dalla questione delle sanzioni e dal non rispetto della raccolta da parte di altri condomini con cui si condividono i bidoni se non di ‘estranei’ che gettano indiscriminatamente rifiuti in bidoni altrui. A chi invece era impensierito dal ritiro dell’indifferenziata una sola volta a settimana si è risposto che se si fa bene la differenziata la volumetria del secco residuo cala vertiginosamente.

I disguidi ci sono sempre stati negli anni passati e i cittadini temono che si ripresentino ancora e che a pagarne il prezzo sia anche chi fa correttamente la differenziata. Il dirigente Mandrile si è ‘scaldato’ sulla questione affermando che “la legge impone ai Comuni di arrivare ad una quota di differenziata del 65%, le sanzioni non possono essere evitate e i primi ad averle sono gli operatori ed il Comune”. Finora sanzioni per i cittadini non ci sono state ma è chiaro che in futuro, se necessario, si adotterà anche questo strumento, il deterrente per eccellenza. Intanto si sono avviati i controlli, sono state istallate alcune fototrappole in zone critiche della città, sono state ripulite le discariche abusive rinvenute e si sta, in generale, monitorando il territorio.

La strada insomma è tracciata e nel futuro – è bene saperlo e cominciare a prendere familiarità col cambiamento – non si ammetteranno comportamenti lassisti e non conformi. Una strada da percorrere insieme sulla via della responsabilizzazione, aiutando chi non comprende bene l’abc della differenziata e adottando soluzioni collettive nel caso in cui si viva in condomini che, se hanno 9 o più unità abitative, hanno i bidoni collettivi e non i mastelli singoli associati alla propria utenza.

Assessore e dirigente hanno poi sottolineato come sia un interesse dei cittadini stessi differenziare perché il Comune paga per il solo conferimento dell’indifferenziata in discarica e dunque, riducendo questo, si abbatteranno i costi a beneficio delle ‘tasche’ dei termolesi. Inoltre – come spiegato da Mandrile – ci sarà il passaggio dalla ‘tassa’ (calcolata sulla base dei metri quadri dell’abitazione e della composizione del nucleo familiare) alla ‘tariffa’, maggiormente legata al comportamento individuale dell’utenza e che quindi pagherà meno se differenzierà di più.

Agli intervenuti che accusavano la cittadinanza di inciviltà e di refrattarietà alle regole, è stato ribattuto che “è un percorso che anche Termoli, come hanno già fatto tante città, dovrà fare. Non abbiamo un dna diverso, ci possiamo e dobbiamo riuscire”. A costo di un periodo di rodaggio, di liti condominiali e finanche di soluzioni improntate al controllo dei trasgressori. La sfida è oltremodo necessaria.