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“Riaprite alle auto corso Umberto (e pure il Corso)”. 80 commercianti firmano contro il Comune

Protocollata in Comune una raccolta firme degli esercenti del centro cittadino: “La nuova viabilità è stata una mazzata per i nostri affari”. E chiedono pure di riaprire Corso Nazionale di mattina nei mesi invernali. Ma non tutti hanno aderito

Sono ottanta, agguerriti, decisi a non darla per vinta al Comune. Chiedono di riaprire alle auto corso Umberto I subito e a doppio senso di circolazione. In pratica di riportare le lancette indietro di oltre un mese, a quando l’Amministrazione Sbrocca ha disposto la chiusura e la pedonalizzazione del tratto di strada che va da piazza Garibaldi, dove c’è la stazione ferroviaria, e corso Nazionale.

Una decisione che fa discutere e che ha provocato due richieste, protocollate nel giro di qualche giorno l’una dall’altra in Comune. La prima raggruppa un gruppo di commercianti e residenti del centro che chiedono la riapertura parziale, a senso unico in direzione stazione ferroviaria. Una richiesta che è sembrata un tentativo di compromesso e una richiesta di dialogo all’Amministrazione Sbrocca.

Corso Umberto

Adesso ecco un’altra richiesta, stavolta ben più agguerrita, portata avanti da Domenico Casolino dell’omonimo negozio storico di caffè sul Corso. “Siamo ottanta” dice mostrando la raccolta firme che porta nomi, cognomi e in molti casi anche i timbri delle rispettive attività. “Il centro così è morto – si sfoga Casolino -. Corso Umberto I va riaperto”. Nel suo locale si fa un gran parlare della raccolta firme. Lui spiega, si agita, come tanti colleghi è esasperato e afferma di non riuscire ad avere un dialogo con sindaco e consiglieri.

Ma c’è anche qualcuno che non ha firmato, tipo il Micro bar, attività molto nota di quel tratto di strada oggi così poco frequentato. Dal locale che affaccia su piazza Monumento confidano che il calo di affari non sarebbe così netto. “Forse un po’ la mattina quando molti si fermavano per una colazione veloce e ora non possono farlo più”. Inoltre per il Micro la prospettiva allettante è probabilmente quella di sistemare tavolini e dehors sulla strada adesso chiusa al traffico. “La pedonalizzazione va bene in alcuni casi, questo vorrei che lo capissero anche quelli che non hanno firmato – precisa Casolino -. Si può pensare a una chiusura d’estate”.

Nico Casolino

Per i commercianti che hanno firmato, le auto dovrebbero avere libero accesso “specie nei mesi invernali, quando c’è poco movimento. Lo stesso vale anche per corso Nazionale. Di mattina in inverno le macchine devono poter passare, questo chiederemo alla prossima Amministrazione”.

La loro lettera parla di “gravi perdite sul fatturato per le attività commerciali”, di “criticità legate alla sicurezza con la nuova viabilità”, e sostengono come “l’apertura della nuova bretella di via Dante, con la contemporanea chiusura di corso Umberto I, non ha fluidificato il traffico”.

Inoltre i firmatari sostengono che “la pedonalizzazione del tratto di Corso Umberto I potrebbe apportare un effetto positivo se venisse applicata in determinati periodi dell’anno, come nel periodo estivo o durante particolari festività, ma non così indiscriminatamente tutto l’anno”. Lo spazio per un confronto, a differenza della lettera protocollata qualche giorno fa dall’avvocato Simone Coscia, non sembra esserci. “Riteniamo inoltre che importanti cambiamenti riguardanti la nostra cittadina dovrebbero essere condivisi e discussi con i cittadini e con gli operatori interessati prima di essere applicati”. Da qui una richiesta chiara e ferma: “Riaprire corso Umberto I al traffico prima possibile”.