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Restiamo umani: la solidarietà de ‘La città invisibile’ contro il razzismo e l’esclusione sociale foto

Restiamo umani: un appello, accorato e gridato a gran voce, che ‘La città invisibile’ di Termoli ha ribadito ieri, sabato 26 gennaio, durante l’assemblea “frutto di un lungo lavoro di rete e di pratiche quotidiane di inclusione sociale e solidarietà”, fanno sapere tramite una nota stampa. Il momento di incontro è servito a ribadire anche un’altra importante sollecitazione: “Solidarietà ai migranti sequestrati sulla Sea Watch e a tutti gli attivisti solidali: aprire subito i porti, basta con i respingimenti nei lager libici”.

E a giudicare dalle persone presenti, sembra che il messaggio abbia colto nel segno, testimoniando che la direzione intrapresa dall’associazione sia quella giusta. “Per oltre due ore abbiamo avuto modo e tempo di ascoltarci, di conoscerci meglio, di capirci – continua il comunicato – È a partire da spazi di incontro come questo che possiamo combattere la propaganda della paura e uscire dalla logica dell’individualismo”. Un appuntamento nel quale si è discusso tanto e si è affrontato il tema, sempre attuale, dei migranti.

Proprio loro sono stati la voce dell’assemblea, attraverso le loro storie, spesso dolorose, raccontate alla platea e da cui traspare la voglia di unirsi, integrarsi e quella di restare umani “nonostante la barbarie che sembra inondarci – scrivono ancora dall’associazione – Abbiamo ora la conferma di non essere pochi, di non essere da soli e a partire da ciò intendiamo, insieme, costruire e rafforzare percorsi di solidarietà che abbiano al centro i nostri territori e i bisogni di noi invisibili”.

Una lotta di integrazione che ‘La città invisibile’ porta avanti da anni: “Siamo, infatti, tutti a rischio di esclusione – fanno sapere – La lotta per i diritti è, oggi, lotta di resistenza contro chi vorrebbe lasciarci morire, abbandonarci, farci naufragare. Dobbiamo perciò avere la capacità di lavorare su più livelli contemporaneamente: sul piano istituzionale e su quello della ricomposizione sociale”.

Nelle prossime settimane queste battaglie finiranno sui tavoli regionali, italiani e nelle piazze di tutta la Nazione: “Già dai prossimi giorni abbiamo intenzione di fornire alle istituzioni della nostra regione, agli enti locali in primo luogo, gli strumenti necessari per disapplicare la legge Salvini, moltiplicare nel territorio regionale le iniziative come quelle di ieri per costruire spazi e tempi di ascolto, di condivisione, di dialogo, di organizzazione, promuovere nelle prossime settimane un’iniziativa di piazza che possa comunicare ad altri ancora le parole della solidarietà, dell’antirazzismo, dell’inclusione – concludono dall’associazione – Organizzare momenti formativi e informativi, per conoscere i contesti di provenienza e le storie di vita dei nostri fratelli e delle nostre sorelle migranti, strutturare una campagna di comunicazione che in modo virale contribuisca a ribaltare le narrazioni dell’odio e della paura dominanti, produrre inchiesta sociale indipendente sul sistema di accoglienza e rafforzare e mettere in rete gli strumenti di tutela giuridica e sociale in favore degli esclusi: sportelli legali, sportelli sociali, interventi contro lo sfruttamento del lavoro e l’emergenza abitativa”.