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Reddito di cittadinanza, allarme sui beneficiari: “Avvantaggia i lavoratori in nero”

Ancora molte incognite sull'erogazione del sussidio inserito nella legge di bilancio 2019. A confermare i dubbi l'associazione degli artigiani

Ci sono ancora troppe incognite sui beneficiari del reddito di cittadinanza. Chi lo percepirà a partire dalla prossima primavera, quando la misura inserita nella legge di bilancio 2019 entrerà in vigore? Probabilmente andrà pure a chi non spetta, a chi lavora ma non ha un regolare contratto. In pratica, a coloro che lavorano in nero, agli irregolari. Con effetti opposti a quelli programmati quando il reddito di cittadinanza è stato pensato.

I soggetti che beneficeranno del cosiddetto reddito di cittadinanza potrebbero essere poco più di 4 milioni, pari a 1.375.000 nuclei familiari coinvolti. Un dato ancora ufficioso che, tuttavia, ha fatto scattare un campanello d’allarme tra le associazioni di categoria.

Ad alimentare nuovi dubbi all’interno di un quadro ancora molto incerto, nonostante la misura entrerà in vigore ad aprile e a maggio è prevista la prima erogazione, è la Cgia di Mestre. Secondo un’elaborazione dell’associazione degli artigiani su dati Istat, nel 2016, ultimo anno in cui è disponibile una distribuzione territoriale, erano 17 mila i lavoratori occupati irregolari che avrebbero generato un valore aggiunto sommerso pari al 7% del Pil regionale. In questa classifica il Molise si posiziona al quinto posto, insieme alla Sardegna, nella graduatoria nazionale del sommerso. Al primo posto la Calabria (9,4%), all’ultimo il Veneto (3,8%).

Inoltre, secondo la Cgia, complessivamente circa 3 miliardi di euro (ossia la metà della spesa) potrebbe finire nelle tasche di persone che non ne hanno diritto. “A causa dell’assenza di dati omogenei relativi al numero di lavoratori in nero presenti in Italia che si trovano anche in stato di deprivazione – spiega il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – non possiamo dimostrare con assoluto rigore statistico questa tesi. Tuttavia, vi sono degli elementi che ci fanno temere che buona parte dei percettori del reddito di cittadinanza potrebbe ottenere questo sussidio nonostante svolga un’attività lavorativa in nero, sottraendo illegalmente alle casse dello Stato un’ingente quantità di imposte, tasse e contributi previdenziali. In altre parole, l’Amministrazione pubblica, al netto delle misure di contrasto previste, sosterrà con il reddito di cittadinanza un pezzo importante dell’economia non osservata”.