Pusher ‘affarista’ evade dai domiciliari: preso con 50 grammi di coca, torna in carcere

E' stato scoperto e fermato dai militari del Nucleo operativo e radiomobile e dai carabinieri di Ripalimosani nella stazione ferroviaria con la droga e 1.380 euro. L'ingente quantità di droga pronta per essere smerciata sulle piazze dello spaccio gli avrebbe fruttato 10mila euro.

Aveva una quantità ingente di cocaina da smistare sul mercato locale dello spaccio, ma era ai domiciliari e non avrebbe potuto mettere in atto i suoi intenti. Il pusher campobassano non poteva uscire ovviamente di casa senza l’autorizzazione del tribunale di sorveglianza.

Ma la scorsa sera, mentre in città scendevano i fiocchi di neve, pensando forse di non essere scoperto e di non incappare nei controlli delle forze dell’ordine, si è preso la ‘libera uscita’ lasciando la propria abitazione. Peccato che le cose non siano andate così come avrebbe voluto. E il suo piano è andato in fumo nella stazione di Campobasso, uno dei luoghi più attenzionati dalle forze dell’ordine proprio perchè è uno dei posti ‘preferiti’ per spacciare, oltre ad essere punto di partenza e arrivo nel capoluogo.

Quando i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile e i militari di Ripalimosani lo hanno visto, lo hanno subito riconosciuto.

Il pusher non è riuscito nemmeno a scappare. I carabinieri sono scesi dall’auto, nel giro di pochi secondi lo hanno bloccato. Al termine della perquisizione personale hanno trovato una busta di cellophane in cui l’uomo aveva nascosto 50 grammi di sostanza stupefacente e 1380 euro in banconote di vario taglio, probabilmente provento dell’attività di spaccio.

E’ stato quindi condotto negli uffici della caserma di via Mazzini per le formalità di rito e infine dichiarato in arresto. Poi il trasporto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria che ne ha disposto il rito per direttissima. Evasione e detenzione di sostanza stupefacente: queste le accuse a cui dovrà rispondere il pusher.

CC carabinieri droga

Invece i 50 grammi di cocaina che, secondo i militari avrebbe fruttato un guadagno superiore ai 10.000 euro se fosse stata rivenduta nelle piazze dello spaccio locale, sarà inviata al Lass (Laboratorio analisi sostanze stupefacenti) di Foggia “per le analisi quantitative e qualitative al fine di individuarne la purezza e il numero di dosi che ne sarebbero state ricavate”.

Il blitz è un’altra ‘mazzata’ sul mercato dello spaccio di droga. Un ‘cancro’ che, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e la campagna di sensibilizzazione, è durissimo da estirpare.