Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Piano per il turismo da 1,3 mln, Cotugno al M5S: “Ecco spiegati costi e tempi”

Continua a tenere banco, nel dibattito politico locale, la questione del piano strategico per il turismo affidato a Sviluppo Italia dalla Regione Molise: un compito da 1,3 milioni di euro, realizzabile dalla società in house entro il 2021.

Nei giorni scorsi erano stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle a criticare aspramente la misura, sottolineando, in particolare, una presunta incompatibilità tra la tipologia della “mission” richiesta e la natura della struttura chiamata in causa. I pentastellati, poi, avevano inoltre puntato gli indici contro la mole di investimenti stanziati per il progetto: troppo elevata, a loro dire, la cifra messa sul piatto da via Genova. 

La replica all’invettiva grillina è però arrivata puntuale. E’ stato proprio l’assessore al ramo turistico, Vincenzo Cotugno, ad evidenziare i dettagli del provvedimento in esame: per il vicepresidente della Giunta regionale, infatti, il piano di sviluppo in questione “costituisce un atto di programmazione e come tale rientra di diritto nelle competenze della società Sviluppo Italia Molise in quanto società in house delegata appunto ad attività afferenti la programmazione”.

Sulle somme stanziate per la realizzazione: “Credo che prima di sparare a zero – spiega Cotugno  -sia opportuno oltre che doveroso leggere gli atti nella loro complessità e non solo il sommario. Se si va a pagina 49 del Progetto esecutivo approvato dalla Giunta regionale si vedrà che la redazione del ‘Piano Strategico di Sviluppo’ prevede un costo di 185mila euro. A ciò si aggiungono i costi per la strategia di comunicazione e la gestione dei tavoli tematici deputati alla condivisione del ‘piano’ con operatori e stakeholders; i costi per la creazione e la gestione di un portale web con annessa piattaforma necessaria per la gestione di proposte da parte anche di semplici cittadini che vorranno partecipare alla stesura del piano con idee o contributi; i costi per la elaborazione e gestione di un modello di governance per la guida della strategia nel tempo; e, infine, i costi di monitoraggio. A ciò – conclude l’assessore – si aggiunga l’Iva al 22% ed alcuni costi indiretti che un qualsiasi budget previsionale deve prevedere ed ecco raggiungere la somma di 1 milione e 304mila euro”.

Precisazioni anche sulle tempistiche di realizzazione, “spalmabili” su trenta mesi: “I primi sei (fino a maggio/giugno) saranno dedicati all’elaborazione del Piano (come annunciato a Termoli il 27 novembre scorso) – ha affermato Cotugno – mentre nei due anni successivi sarà implementata la comunicazione attraverso campagne di promozione a livello nazionale ed internazionale (si veda, ad esempio, la campagna tutt’ora in corso di Puglia 365), sarà attivata la gestione del modello di Governance e sarà effettuato il monitoraggio delle misure adottate affinché se ne accerti la congruità, l’efficacia e la rispondenza al Piano”.

L’assessore rispedisce dunque al mittente le accuse, spiegando come si sia seguito anche in questo caso un “modello in linea con le metodologie di spesa dei fondi comunitari utilizzati (Fsc) e con le buone prassi amministrative già attivate da altre regioni”.

La stoccata finale Cotugno la dedica all’atteggiamento delle opposizioni: “Il Molise ha bisogno di una scossa, ha bisogno di un’iniezione di fiducia: la gente deve ritrovare rispetto per le istituzioni e per gli uomini e le donne che le rappresentano. Troppo facile alimentare il coro dei populisti che parlano alla pancia degli scontenti, dei disoccupati, di quanti oggi vivono serie condizioni di disagio. Ecco perché, se il Movimento 5 Stelle intende per i prossimi quattro anni proseguire sulla strada della delegittimazione della classe dirigente di questa regione, allora troverà in me un interlocutore fermo e poco incline al dialogo. Se invece si vuole percorrere il cammino della condivisione e del confronto, allora troverà in me un interlocutore leale e disponibile. Certo, quello della condivisione è un cammino difficile, insidioso, poiché richiede impegno e riduce lo spazio per le facili polemiche. Ma questo cammino è l’unico che potrà consentire al Molise di ritrovare la strada di uno sviluppo sostenibile e diffuso”.