Crolla ex deposito Enel, strage sfiorata. Chiuse via Gazzani e via Monsignor Bologna: città ‘tagliata’ in due fotogallery

Poco dopo le 15 un boato ha scosso il centro di Campobasso: l'edificio della famiglia Di Biase, da tempo abbandonato, si è accartocciato. Danni alle auto lasciate in zona. L'area è stata transennata e messa in sicurezza dal pronto intervento di vigili del fuoco, Polizia e vigili urbani. Via Gazzani e la parte iniziale di via Monsignor Bologna sono state rese off limits alla circolazione di auto e pedoni.

Campobasso è una città ‘tagliata’ in due. Via Gazzani, un tratto della discesa di via Trivisonno e una parte di via Monsignor Bologna sono chiuse alla circolazione di auto e persone. Una decisione presa per motivi di sicurezza dal sindaco Antonio Battista questa sera, dopo il crollo dell’ex deposito Enel poco distante dal vecchio stadio Romagnoli. Il crollo intorno alle 15, 20 del 26 gennaio, in centro a Campobasso.

Deposito crollato a Campobasso

Un boato fortissimo, che ha terrorizzato i residenti del quartiere. Qualcuno si è precipitato giù per le scale. Qualcun altro si è affacciato alla finestra o sul balcone. Davanti agli occhi una ‘nuvola’ grigiastra. Il vecchio deposito dell’Enel vicino all’ex stadio Romagnoli si è sgretolato in pochi attimi, mentre i calcinacci sono piovuti sulle auto parcheggiate in zona.

Qualche automobilista è riuscito a schivare i pezzi di mattoni e pietre, ad arrestare in tempo la sua vettura mentre stava attraversando l’incrocio tra via Monsignor Bologna, via Gazzani e via Cavour. Tra questi il sindaco di Petrella Tifernina Alessandro Amoroso. E’ stato uno di coloro ad aver chiamato i soccorsi.

Insomma, una strage sfiorata perchè solo per un puro caso non c’erano persone proprio lì sotto, dato che quella è un’area molto frequentata, essendo uno dei pochi grandi parcheggi gratis del centro.

Deposito crollato a Campobasso

Il vecchio deposito era abbandonato da tempo ed è praticamente imploso, per cause da accertare. Di proprietà della famiglia Di Biase che tempo fa presentò un progetto per trasformarlo in un supermercato, ma l’opera fu bocciata da Comune e Soprintendenza perchè il fabbricato è stato ritenuto una costruzione storica. Risale infatti agli anni Trenta, attorno al 1935. La stessa famiglia aveva inoltre allertato le autorità dal rischio crollo presentando un progetto di demolizione e di fedele ricostruzione. Progetto anche questo bloccato dalla Sovrintendenza. Dopo la prima decisione del Tar, era stato fissato l’appello al Consiglio di Stato. Si sarebbe dovuto discutere fra pochi giorni, il 7 febbraio.

Crollo Campobasso

Subito dopo il crollo le forze dell’ordine hanno sgomberato l’area, rimosso le auto ancora parcheggiate nelle vicinanze (ma non direttamente interessate dal crollo). I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza la zona rimuovendo le parti pericolanti e transennando l’area. Le unità cinofile invece hanno verificato che sotto le macerie non ci fossero persone.

Polizia e Municipale (video) hanno bloccato la circolazione delle auto chiudendo al traffico la discesa di via Trivisonno, l’inizio di via Monsignor Bologna e via Gazzani. Caos, lunghe code, traffico in tilt e tanti curiosi che si sono fermati a vedere quello che stava succedendo.

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Sul posto dopo circa un’ora dal fatto sono arrivati anche il governatore Donato Toma e il presidente della Provincia nonché sindaco della città, Antonio Battista, il quale ha anticipato un’ordinanza di abbattimento dello stabile. Intanto è pressoché certa l’apertura di un’inchiesta penale da parte della Procura del capoluogo, per capire i motivi del crollo e stabilire eventuali responsabilità.

Intanto in serata, poco prima delle 20, il primo cittadino ha firmato un’ordinanza diretta al proprietario del capannone ex Enel. “Documento che – riferiscono dal Municipio – ordina la messa in sicurezza dell’edificio e dell’area interessata dal crollo”.

Nelle prossime ore saranno effettuate, dai tecnici di parte e da quelli degli enti interessati, le valutazioni utili a stabilire il futuro dell’immobile che sarà abbattuto. Intanto il sindaco Antonio Battista, oltre a “tranquillizzare e ringraziare la popolazione per la preziosa collaborazione, coglie l’occasione per ringraziare i vigili del fuoco, la Polizia locale, le forze dell’ordine e i volontari del 112 per l’immediato e il prezioso intervento. Inoltre si ringrazia la Sea per aver subito ripulito l’area dai calcinacci e da altri materiali caduti durante il crollo”.

Chiuse infine via Gazzani e la parte iniziale di via Monsignor Bologna, per intenderci la strada che costeggia il parco 25 novembre. Troppo pericoloso il passaggio di auto e pedoni. A presidiare questa sera la zona una pattuglia della Polizia Municipale.