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Una boccetta di acido e il dirupo tra le grotte. Epilogo tragico, pochi dubbi sul suicidio di Donatella foto

La ricostruzione degli inquirenti incentrata sulla scelta di togliersi la vita in preda al dolore e alla confusione. Il corpo di Donatella Di Stefano, 42 anni, che venerdì scorso aveva perso il compagno a causa di un infarto, ritrovato fra i calanchi della Madonna di Bisaccia, a poca distanza dal cimitero. Vicino le buste con alcuni indumenti, gli occhiali, un flacone di acido muriatico e la carta di identità. Il magistrato per ora ha disposto la ricognizione medico-legale.

Dopo tre giorni di ricerche l’epilogo più amaro, ma al tempo stesso meno sorprendente. Donatella Di Stefano è stata ritrovata morta in una grotta, una delle tante dei Calanchi, zona impervia della Madonna di Bisaccia. Più che probabile che possa essersi trattato di suicidio. Resta da capire solo quando la 42enne di San Giuliano di Puglia abbia compiuto il gesto estremo.

Donatella soccorritori

Il ritrovamento e il recupero della salma sono stati fatti da personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il corpo di Donatella è stato ritrovato grazie ai cani delle unità cinofile del 115, che l’hanno fiutata dopo l’ennesima ricerca nella zona dove Donatella era stata vista per l’ultima volta. Ufficialmente domenica pomeriggio, ma qualcuno sostiene fosse lì anche lunedì scorso. Proprio da lunedì sono scattate le ricerche, con tanto di elicotteri, senza esito fino alle 16 di oggi.

ricerche Donatella

C’era stata anche una segnalazione, da parte di un autista, convinta di averla vista ieri a Vasto marina. Difficile fosse vero. La data e l’orario della morte di Donatella non si conoscono. A stabilirlo sarà l’ispezione cadaverica o anche l’autopsia, qualora il magistrato di turno alla Procura di Larino, Ilaria Toncini, dovesse disporla.
Ma sembra improbabile che il gesto sia stato commesso nelle ultime ore, più verosimilmente domenica o lunedì. I soccorritori dei vigili del fuoco, del soccorso alpino e della Protezione civile Valtrigno, oltre che dei carabinieri, non l’avevano trovata prima perchè quella delle Grotte è una zona impervia, difficile da raggiungere coi mezzi. Forse un indizio decisivo potrebbe essere arrivato da un video amatoriale che la riprenderebbe involontariamente sullo sfondo, proprio dalle parti delle Grotte, domenica scorsa.

La ricostruzione degli inquirenti, in attesa di riscontri che potrebbero arrivare nelle prossime ore dall’esame del medico legale, è che Donatella, in stato confusionale e addolorata per la scomparsa recentissima del compagno, si sia tolta la vita dopo aver ingerito acido muriatico. Una bottiglietta del liquido, altamente corrosivo e capace di lesionare irreparabilmente gli organi interni fino a causarne l’emorragia fatale, è stata ritrovata vicino alla grotta sovrastata da una croce, dove c’erano anche le buste con dentro alcuni indumenti prelevati da casa, gli occhiali e un documento di identità.

L’ipotesi del gesto volontario è la più logica peri soccorritori, che sospettano una volontà maturata nel corso delle ore successive all’allontanamento, magari in uno stato confusionale innescato dal dolore che l’ha travolta venerdì scorso, quando il suo fidanzato Gino con il quale condivideva l’appartamento a Montenero è stato stroncato da un infarto. Una tragedia che probabilmente l’ha spinta a farla finita.

Gli elementi ora a disposizione, l’assenza di tracce di violenza sul corpo e il contesto lasciano supporre che Donatella abbia ingerito l’acido – non è ancora chiaro se abbia portato con sè il flacone oppure l’abbia acquistato nelle ore delle ricerche – e poi si sia lasciata cadere nel dirupo, dove è arrivata dopo la visita al cimitero – che dista una decina di minuti a piedi – sulla tomba del compagno scomparso.