L’accusa del sindacato: “De Francesco non paga gli operai”. Lui replica: “La verità è un’altra, e il tunnel a Termoli si farà”

Fillea Gcil accusa la ditta di non pagare gli operai. L'imprenditore replica: "Tre persone sono state convinte dai sindacati a farsi pagare direttamente dai Comuni. Non è colpa mia, queste sono strumentalizzazioni gravi". E chiarisce: "Si cerca di mettere in discussione la riqualificazione del centro. ma si mettessero l'anima in pace: il tunnel si farà". Lavori in partenza

Per la Fillea Cgil la causa del mancato pagamento di circa 6 mensilità ad alcuni operai bassomolisani che hanno lavorato nei cantieri della De Francesco sarebbe del titolare della ditta. E cioè di quel Franco De Francesco che a Termoli intende costruire il tunnel e il parcheggio interrato sotto piazza Sant’Antonio, imponente opera da 19 milioni di euro che dopo progettazione e passaggi burocratici e giudiziari sta per debuttare come cantiere.

Ed è proprio Franco De Francesco, che Primonumero.it ha sentito per avere la sua versione dei fatti, a rispedire al mittente le accuse del sindacato: “Sono stati loro, questi del sindacato, a convincere quei tre o 4 operai non pagati dal sottoscritto ad avvalersi dell’articolo 50, cioè una formula che  prevede il pagamento direttamente dalle stazioni appaltanti, dunque dai Comuni. Il problema è che i Comuni, evidentemente, non hanno liquidità. Ma la mia ditta non c’entra proprio niente”.

Il sindacato punta il dito contro la ditta: “Alcuni lavoratori che hanno prestato attività per la De Francesco nell’ambito di altri appalti con Comuni della vicina Regione Abruzzo non hanno percepito alcuna retribuzione per le mensilità maturate nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2018 pur lavorando sodo durante il suddetto periodo. Questi lavoratori, che sono tutti provenienti dall’area del cratere bassomolisano e hanno tutti famiglia a carico, non solo hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa, atteso il mancato pagamento delle retribuzioni, ma si sono visti costretti ad adire il giudice del lavoro del Tribunale di Isernia (la ditta ha sede legale a Castelpetroso) ottenendo un decreto ingiuntivo nei confronti non solo del datore di lavoro, ma anche dei Comuni committenti.

Tuttavia sia De Francesco sia gli Enti (responsabili in solido per il codice degli appalti e per l’art. 1676 cod. civ.) ad oggi non hanno ancora pagato nulla, tant’è che gli stessi dovranno avviare azioni esecutive nei confronti di entrambi. E’ lecito pensare alla sorte degli operai che lavoreranno al Tunnel di Termoli”.

Una analogia che, replica il diretto interessato, non c’entra niente e costituisce solo una illazione, “una strumentalizzazione di chi persegue piccoli interessi di parte”. La verità, per l’imprenditore che si accinge ad avviare il cantiere della riqualificazione del centro di Termoli, è completamente diversa. “Il sindacato dice il falso poiché i lavoratori, proprio attraverso le organizzazioni sindacali, avevano chiesto l’adozione dell’articolo 50 che prevede il pagamento direttamente agli stessi dalle stazioni appaltanti per alcune mensilità. E pertanto – precisa – la De Francesco aveva sospeso i pagamenti per quei 3 o 4 lavoratori che nel passato, e precisamente l’anno scorso, avevano fatto anche sciopero. Questo per evitare che venissero pagati due volte: prima da noi e poi dai Comuni come stazioni appaltanti”.

De Francesco, che ringrazia “tutti i nostri lavoratori e collaboratori che continuano a lottare in questo territorio per farlo crescere e  che hanno permesso l’ultimazione e il collaudo del polo scolastico di Agnone del Comune di Castel Frentano e dei primi loculi del cimitero di Francavilla al Mare, lavorando anche nel periodo natalizio e a Capodanno nonostante i rallentamenti per neve e avversità atmosferiche”, non ci sta a quella che definisce una strumentalizzazione in piena regola. “Siamo  soggetti a continui ricatti da tutte quelle forze che oggi, per interessi personali soprattutto in questo momento che stiamo sotto elezioni, mettono in cattiva luce l’azienda e in difficoltà i lavoratori”.

Dietro il botta e risposta, e un problema che pare riguardare solo pochissimi lavoratori nei cantieri De Francecso del 2018 (“Gli altri sono stati tutti liquidati, per fortuna la nostra ditta ha le spalle larghe e può anticipare anche se i pagamenti della pubblica amministrazione avvengono con ritardi incredibili, e questo non va bene), c’è tuttavia dell’altro. Che si chiama Tunnel, a voler semplificare il progetto.

Un’opera che Fillea critica anche nell’aspetto della ipotetica retribuzione agli operai che per almeno tre anni dovrebbero lavorare nei cantieri allestiti a Termoli. “Se questo lavoro non viene remunerato – scrive il sindacato – viene meno l’unico – presumibilmente – aspetto positivo della costruzione del Tunnel, che si rivelerebbe deleterio anche sotto il profilo occupazionale/retributivo”.

Ed è proprio questa la strumentalizzazione di cui parla De Francesco. Che in merito è molto chiaro: “L’opera – spiega a Primonumero.it – si farà, e bisogna capirlo una volta per tutte e mettersi l’anima in pace. Tutte quelle forze che ad oggi ci hanno messo i bastoni fra le ruote devono farsene una ragione: il cantiere partirà e verrà finito nel più breve tempo possibile, in modo da far crescere il nostro territorio sia dal punto di vista economico che culturale e sociale”.

Ottimismo sull’inizio del cantiere anche in Comune, dove nessuno si sbilancia sui tempi ma, trapela, “è più che probabile che entro marzo si darà avvio al lavoro”. Solo pochi giorni fa è stato affidato il lavoro di verifica ai fini della validazione del progetto che prevede oltre alla galleria fra porto e lungomare nord, anche un parcheggio multipiano sotto piazza Sant’Antonio, un teatro vista mare e diverse altre opere, compresi uffici e appartamenti dove oggi c’è Pozzo Dolce.

Una società salernitana, in quanto ente terzo, deve verificare la validità e la correttezza dei calcoli scientifici alla base del progetto. Appena avrà ultimato il lavoro si andrà alla firma del contratto fra il Comune di Termoli e la ditta De Francesco Costruzioni che è aggiudicataria dell’opera.