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La Soprintendenza dice No ma loro costruiscono villa con piscina su area protetta: sequestro e denunce foto

Stavano edificando in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali a Montebello: sigilli della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Termoli a un'area di cantiere di circa 5300 metri quadrati

Aveva realizzato una piscina in un’area sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico e l’aveva fatto nonostante il parere contrario espresso dalla Soprintendenza. Per questo motivo un cittadino straniero proprietario di un terreno a Montebello, frazione di Montenero di Bisaccia, dove intendeva costruire una lussuosa villa con piscina, e il titolare della ditta che stava eseguendo i lavori sono stati denunciati per danneggiamento e deturpamento ambientale e dovranno anche rispondere delle violazioni in materia urbanistica e paesaggistica.

È il risultato del sequestro effettuato nella giornata di ieri, giovedì 10 gennaio, dai militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Termoli in una operazione congiunta con la Polizia Locale e il personale dell’Ufficio tecnico del Comune di Montenero di Bisaccia.

Sigilli a un’area di cantiere di circa 5300 metri quadrati a Montebello, contrada rurale di Montenero, che affaccia sull’Adriatico al confine con l’Abruzzo. Nell’area di cantiere erano infatti in atto movimenti di terra per la realizzazione di una piscina che avrebbe dovuto essere la ciliegina sulla torta di un fabbricato rurale da trasformare in lussuosa villa di oltre 170 metri quadrati con vista mare.

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Ma i militari hanno scoperto che gli sbancamenti realizzati con l’impiego di un escavatore avevano portato al posizionamento di una piscina di circa 30 metri quadrati che era stata sistemata nonostante la Soprintendenza dei Beni architettonici e paesaggistici avesse espresso il proprio diniego al fatto che una piscina potesse sorgere in quel punto.

Si tratta infatti di un’area di particolare pregio e sottoposta a stringenti vincoli ambientali e paesaggistici. Le verifiche delle Fiamme Gialle hanno accertato che il fabbricato aveva inoltre un’altezza inferiore a quella minima prevista per avere i requisiti di agibilità. Da qui il sequestro e le denunce.