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La “grande guerra” nel piccolo Molise: lettere e immagini dal fronte in mostra

I soldati molisani al fronte come hanno vissuto la prima guerra mondiale? Sarà possibile capire nella mostra, fruibile fino al prossimo 10 febbraio al Museo Sannitico di Campobasso, che “fotografa” sensazioni, stati d’animo e conseguenze sociali attraverso le documentazioni prodotte da chi era al fronte. “Dai carteggi emerge la condizione dei soldati, erano impreparati. E scrivevano a casa per avere notizie sul raccolto e sulla salute dei propri cari".

C’è una linea sottile a separare gli istanti, i battiti, i silenzi dai cunicoli di trincea. Molto spesso è la stessa che traccia confini – dividendo terre e uomini- bagnati dal sangue, tra le pieghe della storia. Parole, ricordi, racconti, tra fango e filo spinato, tra grida e frastuono di bombe, tra paure e speranza, tra amore e odio. Tra la vita e la morte. Equilibri fragili.

La prima guerra mondiale ha toccato tutti, drammaticamente. Anche la nostra regione. A ricordare le dimensioni – territoriali, sociali ed emotive – del conflitto, la mostra “La Grande Guerra e il piccolo Molise”. Un appuntamento curato e promosso dal Polo museale, dall’Archivio di Stato di Isernia, dalla Sovrintendenza archivistica e bibliografica di Molise e Abruzzo, insieme all’Archivio di Stato di Campobasso.

“Si tratta di un’iniziativa che chiude la serie di celebrazioni inerenti al centenario della Grande Guerra. È una mostra documentaria – ha spiegato il dottor Ventura, direttore del Polo museale del Molise – che si arricchisce di articoli di particolare interesse”.

Cartoline dal fronte, immagino e foto d’epoca, testimonianze e documenti: un salone davvero ricco quello allestito nel Museo Sannitico.

“L’aspetto positivo che mi preme sottolineare – ha detto il dott. Lombardi, direttore dell’Archivio di Stato di Campobasso e Isernia – è rappresentato dalla collaborazione con tutti gli organi e gli enti istituzionali coinvolti. In genere, quando si parla della prima guerra mondiale, si tende a identificarla al Nord; così non è stato, perché quella vicenda tremendamente drammatica coinvolse tutta l’Italia e anche il Molise. Ci sono tracce innumerevoli: cartoline, lettere, qualche testamento. I molisani furono coinvolti in importanti brigate e reggimenti pluridecorati: la ‘brigata Catanzaro’ e la ‘brigata Pinerolo’, ad esempio, annoveravano diversi nostri conterranei; molisani che pagarono a caro prezzo la partecipazione al conflitto”.

Incendio casa San Giovannello

Ad approfondire i contenuti della rassegna, Antonietta Santilli, curatrice della mostra: “Attraverso questo appuntamento si possono percepire le dinamiche e le atrocità della guerra, ma anche il valore della pace. Le fasi di ricerca hanno fatto venire alla luce documenti estremamente interessanti. Cartoline, foto, giornali locali incentrati soprattutto sulla divisione tra interventisti e neutralisti. Il conflitto ha avuto forti ricadute sul territorio locale, sul ‘piccolo Molise’ appunto”.

Diverse le sezioni allestite: da “La guerra in cartolina”, focus su uno degli strumenti di propaganda più efficaci, agli “Scatti di guerra”, sino alle “Lettere dal fronte”, di straordinario impatto emotivo. In quest’ultimo spazio, in particolare,  troviamo le epistole scritte dal fante Giuseppe Serpone alla famiglia.

Dai carteggi – ha spiegato Antonietta Santilli –  emerge anche la condizione dei soldati: impreparati e lontani da casa. Chiedevano informazioni sulla quotidianità delle famiglie, sul raccolto, sulla salute dei figli e dei propri cari.

Ed è possibile notare proprio in questo un mutamento rispetto alla condizione della donna, che si è trovata improvvisamente a fare i conti non solo con il focolare domestico, ma ad impegnarsi anche nelle altre attività di casa, in quelle agricole, nelle commissioni bancarie ed economiche: tutto ciò segnò dunque l’inizio di un percorso di emancipazione e di alcuni cambiamenti nella vita socio-economica del Paese e della nostra regione”.

Incendio casa San Giovannello