In Aula scontro tra Toma e Greco: “Il presidente ha bocciato i suoi stessi assessori”

In Aula scintille tra il governatore e Andrea Greco. Per M5S "redistribuendo le deleghe e prendendone alcune per sé, Toma ha bocciato i suoi stessi assessori"

Lo scontro si consuma subito dopo l’annuncio del presidente Donato Toma sulla ridistribuzione delle deleghe agli assessori. Il consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Greco prende la parola per manifestare la sua “totale indignazione” per le dichiarazioni rilasciate dal governatore rispondendo alla domanda sulla riduzione dei costi della politica fatta da Primonumero a margine della conferenza di fine anno.

La tensione inizia ad aumentare. Il capo della giunta abbandona l’assise in segno di protesta seguito dagli esponenti della maggioranza. Nel frattempo dal parterre, nel quale siedono alcuni ex lavoratori dello Zuccherificio, si cominciano a sentire voci di protesta. Applausi invece per Greco fino a quando il presidente del Consiglio regionale Micone decide di sospendere i lavori.

“Redistribuendo deleghe e prendendone alcune per sé, Toma ha bocciato i suoi stessi assessori”, il giudizio del Movimento 5 Stelle. “E alla luce di come ha lavorato finora, facile immaginare come opererà con più lavoro da fare.

Il presidente è nervoso. Addirittura quando è intervenuto il nostro capogruppo in Consiglio regionale, Andrea Greco, Toma ha abbandonato l’aula: è fuggito al confronto perché si rende conto dell’impasse di Giunta e se ne vergogna”.

Per M5S l’operato del governo regionale è da bocciare: “In sette mesi abbiamo solo assistito a discussioni inutili, o nel metodo o nel merito. Pensiamo alla legge sui vaccini impugnata per incostituzionalità oppure pensiamo alle discussioni fiume su vuoti annunci spacciati per ordini del giorno. La Giunta non è riuscita a risolvere una sola vertenza, ha solo aumentato i costi della politica, al contempo bocciando la proposta M5S sulla eliminazione della surroga e condannando i molisani a spendere quattro milioni di euro in più in cinque anni. L’esecutivo ha dato vita all’ennesima spartizione di incarichi e nomine, ha preso in giro migliaia di lavoratori tramite un bando rivolto ai Comuni che, dopo le nostre segnalazioni, è stato sospeso; ha prodotto un Piano del Turismo che ci fornirà risposte tra tre anni, non prima, condannando un settore strategico alla stagnazione.

Ce ne sarebbe già abbastanza per andare a casa. Il governatore, però, non può farlo perché politicamente non è un uomo libero, ma ostaggio della sua maggioranza e di chi gli ha fatto vincere le elezioni e oggi gli chiede qualcosa in cambio. E, purtroppo, i problemi avuti in questi primi mesi sono gli stessi che si porteranno avanti per i prossimi anni, semmai riusciranno a governare così a lungo”.