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Il sindaco firma l’ordinanza: il deposito che ha collassato sarà abbattuto foto

Questa mattina - 31 gennaio - la decisione del primo cittadino per "mettere in sicurezza l’area e a salvaguardare l’incolumità di pedoni ed automobilisti e di quanti vivono o lavorano nell’area che circonda il capannone". Domani mattina il via alle operazioni di abbattimento che saranno a carico della famiglia proprietaria dell'immobile.

Sei giorni dopo il crollo è stato deciso il futuro del deposito di via Gazzani: sarà abbattuto, così come trapelava già subito dopo il collasso della copertura del fabbricato. Questa mattina – 31 gennaio – la decisione del sindaco Antonio Battista sulla base delle risultanze del nucleo di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco, che stanno ancora indagando sulle cause del crollo su mandato della Procura.

Il pericolo crollo e la necessità di tutelare l’incolumità pubblica in una zona densamente frequentata nonchè snodo centrale per il traffico cittadino ha indotto Battista a decidere per la demolizione. La decisione è stata comunicata intorno alle 12.30 con una nota diramata agli organi di informazione sottolineando che l’ordinanza firmata “in seguito a sopralluoghi e relazioni di tecnici di parte, di esperti e di istituzioni preposte” e “insieme ai precedenti provvedimenti emessi nei giorni scorsi, mira a mettere in sicurezza l’area e a salvaguardare l’incolumità di pedoni ed automobilisti e di quanti vivono o lavorano nell’area che circonda il capannone”. Al tempo stesso, il sindaco ha preso atto che non ci sono “provvedimenti cautelari di natura penale sull’immobile” da parte della Procura che ha aperto un fascicolo e vuole vederci chiaro sulla vicenda.  

Dunque, l’atto di forza del capo del governo cittadino di fronte al silenzio della Sovrintendenza. A quest’ultima infatti, lo scorso 28 gennaio, l’amministrazione comunale aveva chiesto “quali azioni assumere”. Del resto, l’ufficio ministeriale aveva posto il vincolo storico-architettonico sul manufatto della famiglia Di Biase che durante la seconda guerra mondiale era stato utilizzato come deposito dalle truppe canadesi. Il che aveva determinato il contenzioso davanti ai giudici amministrativi che si concluderà il prossimo 7 febbraio davanti al Consiglio di Stato.

Deposito crollato a Campobasso

Dunque, alla Sovrintendenza era stata chiesta una decisione rapida vista la situazione di pericolo. Tuttavia, la situazione probabilmente è precipitata due giorni dopo.

Decisivo l’ultimo sopralluogo dei vigili del fuoco che hanno lanciato l’allarme sull’edificio alla luce delle “condizioni meteorologiche avverse”. Pioggia e neve hanno reso ancora più precarie quelle mura già interessate da infiltrazioni di acqua, come certificato dai pompieri. Insomma”l’instabilità in cui versa l’edificio porta non escludere ulteriori eventuali crolli”. Per gli uomini del 115 occorreva “porre in essere tutte le misure ritenute necessarie per la messa in sicurezza dell’edificio, nonché ad effettuare un intervento contingente finalizzato alla messa in sicurezza dei luoghi e alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità”.

Oggi “non avendo ricevuto ulteriori indicazioni dalla Soprintendenza e preso atto della situazione di rischio”, la decisione del sindaco. Le operazioni di demolizione e la rimozione di tutto il materiale di risulta nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti saranno a carico della D.B. Costruzioni srl srl della stessa famiglia Di Biase. Rapidi i tempi dell’avvio dell’operazione di abbattimento che cominceranno domani- 1 febbraio – dalle ore 12. E solo al termine delle operazioni Campobasso potrà tornare ad una normalità stravolta alle 15.20 del pomeriggio del 26 gennaio, quando la copertura del fabbricato è improvvisamente crollato. Lo sperano anche i commercianti di via Gazzani, le cui attività sono state fortemente penalizzate da quando la strada è stata chiusa.