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Il depuratore del porto ha due nuovi alleati: il modulo del Sinarca funziona, lavori partiti per le pompe al parco foto

Il grosso punto dolente degli ultimi anni verso una svolta dopo l’attivazione dell’impianto che opera su Termoli nord e il cantiere da chiudere entro aprile sotto via Molinello

Sgravare il depuratore del porto dalla gran parte del carico eccessivo che l’ha portato a essere prossimo al collasso, assieme a una buona dose di mancanza di manutenzione straordinaria. L’obiettivo è chiaro da tempo e l’Amministrazione Sbrocca, quasi nel totale silenzio del suo operato, ci sta lavorando praticamente da inizio mandato. E adesso si vede qualche risultato, a cominciare dal modulo del Sinarca, attivato a novembre e per il quale si sta studiando la possibilità di ampliare la portata. E poi c’è l’impianto di sollevamento del parco, che porterebbe i reflui alla zona industriale portando sicuro giovamento all’intera rete fognaria.

La quale, va detto, è un altro dei grossi problemi della depurazione a Termoli. Perché non ci sono solo i depuratori a dare problemi, ma anche condotte vecchie e malandate. È palese in centro, dove le rotture sono quasi all’ordine del giorno e poco prima di Natale un guasto ha aperto una buca su via Roma. Ma vale lo stesso anche in diverse aree di periferia, dove prima o poi si dovrà operare per rendere più efficiente la rete.

Al momento una buona notizia c’è. L’avviamento del modulo di depurazione del Sinarca, annunciato nell’autunno scorso dal direttore dei lavori, ingegner Ferruccio Blardi, sta dando buoni risultati. Attualmente l’impianto progettato per 12500 abitanti equivalenti (unità di misura dell’ingegneria sanitaria che indica la portata dei reflui) è gestito dalla Florio Group e lavora i liquami dei quartieri più a nord di Termoli e quindi poco più della metà di quanto potrebbe.

Il Comune sta valutando un possibile incremento della portata, ma non vuole correre rischi, perché in caso di forti piogge, con la mancata differenziazione fra acque bianche e acque nere in diversi punti della rete fognaria, si rischierebbe di intasare l’impianto, che oltretutto non ha uno scarico a lunga distanza, come quello del depuratore portuale che espelle i reflui depurati a un chilometro e mezzo dalla costa, grazie a quella stessa condotta più volte riparata dopo rotture e malfunzionamenti, al centro anche di una inchiesta dalla Procura di Larino.

depuratore porto

Da poche settimane intanto è stato avviato il cantiere per la realizzazione delle pompe di sollevamento in zona parco comunale. Un lavoro che è stato rimodulato secondo le indicazioni dell’Amministrazione Sbrocca, che ha ritenuto di potenziare l’impianto inizialmente previsto, così da far confluire le maggior parte dei reflui della città fino a Pantano Basso, dove c’è un altro depuratore più moderno ed efficiente ma che al momento non copre che una piccola parte delle esigenze cittadine. Al termine di questi lavori, che stando al cronoprogramma dovranno terminare ad aprile, l’impianto sarà capace di gestire un carico pari a 14500 abitanti equivalenti.

Questo vuol dire che entrando a pieno regime i due nuovi impianti, il depuratore del porto dovrà sopportare solo il carico dei reflui del centro, che comunque non è poco considerando quanta gente affolla il Borgo e la zona ottocentesca d’estate.

L’Amministrazione Sbrocca ha in progetto lo smantellamento pressoché totale del depuratore del porto e ne ha parlato anche con la Regione Molise. Da Campobasso c’è un ok di massima, ma siamo alle semplici parole. Di fatti concreti non ce ne sono, né tantomeno atti amministrativi. Il progetto sarebbe infatti da 3,5 milioni di euro (inserito anche nel piano triennale delle opere pubbliche 2019-2021) e potrebbe essere inserito in una finanza di progetto appannaggio della ditta che poi andrebbe a prendere in gestione la rete fognaria e i relativi impianti della città, considerato che la Crea Gestioni è sul piede di partenza, dopo gli aspri scontri avuti con il Comune.