Il centrodestra si infiamma sulla Bandiera Blu. “È stata lo splendore della città, affermazioni di Sbrocca gravi”

Il centrodestra termolese si accanisce sulla mancata presentazione della domanda per il vessillo per il 2019. Contestata la scelta dell'Amministrazione Sbrocca tacciata di presunzione e di non volere il bene della città. Presentata un'interrogazione al Sindaco firmata da vari consiglieri di minoranza

Anche il centrodestra termolese tuona contro la mancata presentazione della domanda per la Bandiera Blu e presenta un’interrogazione al Sindaco Angelo Sbrocca. Lo strascico di polemiche, sollevate giorni fa dal consigliere pentastellato Nick Di Michele, non accenna dunque a placarsi e stavolta a scagliarsi contro la scelta dell’Amministrazione sono i vari esponenti del centrodestra locale. In una conferenza stampa tenutasi oggi, 31 gennaio, a inveire sono il consigliere Michele Marone, il fondatore del movimento ‘Prima Termoli’ Christian Zaami, Luciano Paduano di Fratelli d’Italia e Lorenzo Valeriani (Prima Termoli). Assenti per motivi istituzionali, ma sottoscrittori dell’interrogazione, i consiglieri Antonio Di Brino, Annibale Ciarniello e Daniele Paradisi.

Michele Marone ha esordito con la perplessità suscitata dalle risposte del Sindaco che, da quanto appreso dai giornali, avrebbe ritenuto non rilevante la questione snobbando la Bandiera Blu come ‘mero vessillo’. Per il consigliere la Bandiera è invece “la carta di identità di una città a vocazione turistica che certifica la salubrità delle acque ed è la garanzia dei servizi fondamentali per i turisti”. È stato sottolineato più volte, dai vari presenti al tavolo, che la scelta si ripercuoterà sulle presenze in città perché la Bandiera Blu è dirimente rispetto alla scelta della meta turistica e danneggerà anche i paesi limitrofi.

Le motivazioni della bocciatura dello scorso anno, che di fatto ha privato la città di un riconoscimento che da 15 anni resisteva, non sono ancora note ma per gli esponenti presenti è indubbio che sia stata la problematica del depuratore e della “cattiva gestione” della stessa la ragione principale. Zaami ha paragonato la Bandiera Blu per una località di mare a quella ‘Bianca’ riservata alle località sciistiche e ha contestato il modo di operare di Sbrocca e della sua Amministrazione. “Si può fare anche politica con scelte impopolari però queste vanno condivise e ci deve essere un confronto  con i soggetti interessati” e il riferimento è andato in particolare ai balneatori che, come ricordato anche da Paduano, sono stati estromessi da questa scelta e l’hanno contestata. Lo stesso Paduano, da esercente di un’attività sul Lungomare Nord, ha riportato la sua esperienza di testimone a diretto contatto coi turisti. “Lo scotto lo pagheremo soprattutto la prossima estate”.

“La Bandiera Blu ha caratterizzato lo splendore della città per 15 anni e le affermazioni di Sbrocca sono gravi anche dal punto di vista della comunicazione perché ha detto che la Bandiera Blu non è una priorità”. Ma come può non essere una priorità – si chiedono dal centrodestra – un riconoscimento  a livello europeo che diventa un vanto per le località che se ne fregiano? Valeriani ha parlato di ‘atto di presunzione’ e di scelta del ‘vivacchiare’ di chi ha deciso di accontentarsi e di non voler migliorare.

Paura della bocciatura che si sarebbe reiterata dopo quella dell’anno scorso? Timore delle ricadute elettorali a maggio? Queste le domande che si pongono gli oppositori dell’attuale Sindaco e che contano anche su questo per sbaragliare il centrosinistra alle prossime elezioni.