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Giunta, firmano tutti per il sindaco tranne Colagiovanni. Ma la crisi non è finita

Agli inizi della prossima settimana si dovrebbe ricomporre la crisi a palazzo San Giorgio, con otto assessori su nove che hanno già firmato o lo faranno nelle prossime ore il documento preparato dal primo cittadino. A sorpresa anche Massimo Sabusco (Udc) ha promesso fedeltà ad Antonio Battista. Invece Salvatore Colagiovanni prepara - come prevedibile - il 'gran rifiuto': "Presenterò al sindaco il mio controdocumento".

Nessun valzer di poltrone a palazzo San Giorgio. L’unica a ‘saltare’ sembra quella di Salvatore Colagiovanni, da settimane al centro del chiacchiericcio in Municipio per il suo presunto (e prossimo) ritorno al centrodestra. Sembra molto probabile che solo l’ex titolare delle Attività produttive non firmerà il famoso documento annunciato dal sindaco Antonio Battista lo scorso 28 dicembre, quando ha azzerato la giunta per verificare i risultati raggiunti e la lealtà nei suoi confronti. Una mossa studiata per ‘stanare’ i traditori a cinque mesi dal voto, evitare che gli assessori conquistino voti per sé e poi mollare il centrosinistra. Chi giura fedeltà a Battista, pagherà pegno se poi farà il ‘salto della quaglia’. Almeno in teoria.

Intanto ieri – 4 gennaio – sei giorni dopo l’azzeramento, in calce a quello che il sindaco ha definito “un verbalino”, sarebbero stati posti i primi ‘timbri fedeltà’: lo avrebbero sottoscritto Alessandra Salvatore, Bibiana Chierchia e Massimo Sabusco. Scontata la firma delle prime due che avevano suggerito da tempo di fare scacco matto ai trasfughi. Meno prevedibile la mossa del titolare del Bilancio, esponente dell’Udc, partito rientrato nell’alveo del centrodestra e che in Regione sostiene Donato Toma, oltre ad essere rappresentato al vertice del Consiglio regionale da Salvatore Micone. “C’è massima stima per Battista, ho massima fiducia nell’operato del sindaco”, le parole rilasciate alla nostra testata poco dopo essere stato avvistato in Comune.

In queste ore, dopo le consultazioni con Battista, firmeranno tutti gli altri membri della squadra del governo cittadino: 8 su 9, compresi Stefano Ramundo e Francesco De Bernardo, atteso oggi nel palazzo di Città per un confronto con Battista. L’esponente centrista, molto vicino a Pierpaolo Nagni, sogna però ancora un posto da protagonista: la candidatura a sindaco. “Se il centrosinistra organizzerà le primarie per la scelta del candidato sindaco, parteciperò anche io. C’è una fetta del mio elettorato che continua a chiedermelo per avviare un’operazione di vero rinnovamento del centrosinistra”, ha sottolineato.

Tra le otto sottoscrizioni ‘pro Battista’ ci sarà pure quella di Ramundo (Pd), nonostante il battibecco col sindaco ‘registrato’ ieri nei corridoi del Municipio. Il casus belli? Sempre lo stesso: la Sea, la partecipata del Comune che si occupa della differenziata e dello spazzamento della neve che non sarebbe efficiente a sufficienza, a detta dell’assessore.

Salvatore Colagiovanni invece resta sull’Aventino. Per gli osservatori politici era quasi naturale che il periodo di riflessione finisse così. Il diretto interessato, che continua a smentire le voci di un ritorno al centrodestra, incontrerà Battista lunedì 7 gennaio. Al sindaco presenterà quello che ha definito un “contro-documento” con tre punti fondamentali: la ricandidatura di Antonio Battista alle elezioni di maggio 2019, la condivisione della maggioranza che a sua volta dovrà esprimere fiducia al primo cittadino, la verifica sul lavoro degli assessori. Prendere o lasciare.

Concluse le consultazioni con gli assessori, Battista prenderà una decisione. E se ci sarà un assessore da sostituire? Terrà la delega per sé o sarà nominato un altro membro della giunta? “Non so cosa deciderò perché avrei dovuto preventivare qualche assessore in meno e non l’ho fatto. Quindi non mi sono ancora fatto un’idea”, la sua risposta.

Agli inizi della prossima settimana la crisi al Comune di Campobasso dovrebbe rientrare. Ma probabilmente sarà solo il primo tempo di una partita più lunga. Un’altra tappa di avvicinamento alle Amministrative sarà del resto il 4 marzo, il giorno delle primarie, quando si ridefiniranno i rapporti di forza nel Pd. Oltre a Ruta, Battista, Alessandra Salvatore, Stefano Ramundo, Giose Trivisonno e altri consiglieri comunali che si sono schierati con il capo dell’assise di palazzo San Giorgio, Michele Durante.

Un’altra parte (Giovanna Viola, Salvatore Colagiovanni e Francesco De Bernardo) sta con Vittorino Facciolla. E la vittoria dell’una o dell’altra coalizione potrebbe favorire un’altra resa dei conti.