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Gam, l’incubatoio riparte con 15 addetti. Futuro incerto per macello e 200 operai

La Società avicola vincentina del gruppo Amadori annuncia la messa a regime dell'impianto e altre assunzioni. Ma il 2019 sarà un altro anno pieno di incertezze, a cominciare dagli ammortizzatori sociali. Il governatore Toma: “Le risorse appaiono insufficienti a garantire il trattamento di sostegno al reddito nelle aree di crisi complessa, abbiamo già interessato il Ministero del Lavoro guidato da Luigi Di Maio”. Sindacati preoccupati dopo l'azzeramento delle deleghe in giunta.

Uno spiraglio di luce possibile, dopo tanti patimenti e una coltre di incertezza estenuante. Ieri – 7 gennaio – la Società avicola vicentina del Gruppo Amadori ha annunciato l’inizio delle attività di messa a regime dell’incubatoio di Bojano, dopo la positiva conclusione delle opere di riqualificazione degli impianti: una notizia che potrebbe avere ripercussioni positive nei prossimi mesi, a partire dall’incremento delle assunzioni degli impiegati nella struttura.

Trenta le persone che possono essere impiegate nell’incubatoio, ma non tutti gli operai della ex Gam hanno accettato la proposta della società che ha acquistato lo stabilimento. Attualmente sono impegnati 15 lavoratori, cui è stato somministrato un contratto avventizio agricolo: due giorni lavorativi a settimana per 540 euro mensili. Non esattamente una panacea, per alcuni; un’opportunità da cogliere al volo, per altri. Anche perché molto spesso sui bilanci famigliari, specie in periodi di crisi economica, incidono positivamente anche le piccole “iniezioni” di liquidità.

Per qualcuno che “entra”, abbracciando nuove prospettive professionali, c’è qualcuno che è rimasto fuori: gli ex lavoratori dell’azienda di Monteverde di Bojano.

C’è preoccupazione tra le rsu. Il 2019 è cominciato pieno di incertezze, ad esempio, sulla riapertura del macello. In base al cronoprogramma, la riapertura era prevista nel 2020. Tempistica che difficilmente si riuscirà a rispettare. “La vendita all’asta di mangimificio e macello continua, i pezzi sono stati acquistati anche da aziende estere – ha sottolineato a Primonumero Giancarlo D’Ilio – ma è bloccata la vendita del secondo lotto della Gam e questo rende incerta la riapertura dell’azienda”.

Preoccupazione aumentata dopo l’azzeramento delle deleghe in giunta regionale, con i sindacati che non sanno a chi rivolgersi: al presidente Donato Toma o all’assessore Luigi Mazzuto?

“La scorsa settimana – la denuncia della Cgil –  era stato programmato un incontro per affrontare le problematiche dei lavoratori della Gam, rimandato a causa delle condizioni meteo avverse”.

Ma l’elenco delle vertenze da affrontare è lungo: “Abbiamo chiesto incontri per programmare le attività di cantieristica forestale e antincendio boschivo che dovevano trovare risposte e soluzioni subito dopo le festività. Così come attendiamo risposte per la situazione drammatica dei lavoratori dell’ex Zuccherificio. Per questi motivi – continua la nota – abbiamo richiesto al presidente Toma un incontro urgente per entrare nel merito delle tante questioni aperte, già richieste ai rispettivi assessori, ma che ad oggi sono ancora rimaste inevase”.

Toma Mazzuto Cotugno

Da via Genova il governatore Donato Toma ha annunciato il lavoro svolto dalla compagine governativa regionale sul fronte ammortizzatori sociali nelle aree di crisi complessa: “Il 20 dicembre scorso – spiega Toma – in Conferenza delle Regioni, come già comunicato con apposita nota stampa, abbiamo affrontato la questione legata agli ammortizzatori sociali in deroga nelle Aree di crisi complessa, un tema delicato e sensibile che riguarda da vicino anche il nostro Molise e, in particolare, ma non solo, i dipendenti Gam e quelli Ittierre.

Al pari di altre regioni, abbiamo evidenziato che le risorse appaiono insufficienti a garantire il trattamento di sostegno al reddito di queste aree. Per tale motivo, su mandato della Conferenza, il presidente Bonaccini ha provveduto ad inviare una lettera al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Di Maio, al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, e, per conoscenza, al ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Erica Stefani, affinché si proceda ad aumentare tali risorse e si preveda, anche per il 2019, un aumento degli stanziamenti, visto il perdurante stato di crisi che interessa alcuni territori e settori, evidentemente, anche quello tessile”.

Una questione dunque complessa quanto cruciale, proprio perché legata a doppio filo con destini e situazioni di tanti operai e delle loro famiglie. La speranza, evidenziata anche dal presidente Toma, è che si possa giungere quanto prima all’erogazione della cassa integrazione residua e della mobilità in deroga, rispettivamente, a dipendenti Gam e Itr.

“Ora ci attendiamo che, in sede di Conferenza delle Regioni, su proposta dei ministeri competenti, si arrivi, quanto prima possibile, al riparto dei fondi tra le regioni interessate per poter procedere, successivamente, verificati i requisiti di legge, ad erogare l’ulteriore periodo di cassa integrazione ai dipendenti Gam e la mobilità in deroga ai lavoratori Ittierre. Si tratterebbe – conclude Toma -, per quelli che sono i dati a nostra conoscenza, solo di un problema di risorse, in quanto l’insufficienza dei fondi costituirebbe il principale ostacolo all’erogazione degli ammortizzatori sociali tanto attesi dai lavoratori”.