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Fondi terremoto, arriva l’archiviazione per l’indagine su Facciolla. Colpo di scena in Consiglio regionale

Nulla di illecito secondo pm e giudice di Larino nel contributo da 155mila euro concesso a Vittorio Facciolla per la ristrutturazione di alcuni locali acquistati anni dopo il sisma 2002. E' lui stesso a svelarlo in aula mentre si discute una mozione per "recuperare" le somme presentata da 4 consiglieri del 5Stelle.

È arrivata l’archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Larino per Vittorino Facciolla, oggi consigliere regionale di minoranza, assessore nonché vicepresidente della Giunta con il Governo Frattura. La vicenda è quella dei fondi pubblici post-terremoto ottenuti per ristrutturare alcuni locali attigui alla sua abitazione a San Martino in Pensilis. Nulla di illecito nè penalmente rilevante nel contributo e tantomeno nella decisione della Giunta di San Martino di procedere a una sanatoria in favore di sei cittadini, fra i quali Facciolla: questo quanto stabilito nelle pagine dell’archiviazione, che mettono il punto a una vicenda balzata nelle cronache nazionali con alcuni servizi de Le Iene, nota trasmissione di Italia 1.

La storia riguarda un contributo da 155mila euro, complessivamente, ottenuto per ristrutturare alcuni locali lesionati acquistati da Facciolla anni dopo il terremoto del 2002 in Molise. L’avviso di garanzia era arrivato il 30 marzo 2017, quando le Fiamme Gialle si erano presentate nel comune di San Martino prelevando atti, documenti, delibere in relazione proprio alla storia dei fondi sisma.

Con Vittorio Facciolla risultavano indagati anche il sindaco Massimo Caravatta e la giunta comunale, che avrebbe avallato la sanatoria per scavalcare il limite dell’ordinanza sul beneficio del contributo ai nuovi proprietari delle abitazioni. Ma la Procura della Repubblica ha deciso che non è stato commesso alcun abuso nè alcun falso, decidendo di archiviare tutto.

La notizia è stata data oggi in Consiglio regionale dallo stesso Vittorio Facciolla, presente in aula per rispondere alla mozione presentata da 4 consiglieri del MoVimento 5 Stelle che hanno chiesto la restituzione delle somme. Dopo l’intervento di Facciolla soltanto il capogruppo Andrea Greco è rimasto della sua opinione, ed è stato l’unico che ha votato la mozione. Perfino gli altri firmatari, De Chirico e Primiani, si sono astenuti al momento del voto, isolando di fatto l’ex candidato alla carica di Governatore pentastellato.

Il documento è stato sottoscritto da Greco, De Chirico, Primiani e Fontana e discusso oggi a Palazzo Vitale. Oggetto: l’erogazione dei fondi post-sisma e la promozione, con richiesta al governatore Toma, di un’azione di recupero delle somme e di avvio di opportune verifiche. La mozione non è stata approvata e ha registrato come unico voto favorevole, in un’aula praticamente deserta, quello di Andrea Greco. Che non ha modificato la sua posizione nemmeno dopo l’intervento di Facciolla il quale, cogliendo tutti un po’ di sorpresa, ha svelato l’archiviazione dei magistrati, aggiungendo che la mozione dei 5 Stelle “riporta pedissequamente l’esposto dei denuncianti, e questo è un fatto di una gravità assoluta: ci troviamo di fronte a un uso strumentale delle vicende giudiziarie per fini di natura politica”.

Le sue parole, comunque, hanno evidentemente convinto i consiglieri pentastellati De Chirico e Primiani, unici presenti in aula con Toma e Micone, ad astenersi dal voto, isolando difatto il portavoce del MoVimento. La mozione respinta ora potrebbe aprire un fronte interno nel partito, sebbene Greco si sia premunito di sottolineare che “ci possono essere delle posizioni divergenti anche all’interno dello stesso gruppo”.

L’inchiesta sui fondi post-terremoto era partita da una denuncia mediatica delle Iene, che si sono buttate a capofitto sulla storia raggiungendo più volte lo stesso Facciolla in Molise e, come lui stesso ha avuto modo di raccontare in passato, sottoponendolo a una gogna mediatica senza precedenti in assenza di contraddittorio e di prove a supporto delle accuse rilanciate sul canale nazionale. Da un punto di vista giudiziario il caso era stato invece sollevato dall’avvocato Oreste Campopiano, che aveva puntato il dito sulla sanatoria fatta dal Comune di San Martino in Pensilis per legittimare l’erogazione di contributi pubblici ai nuovi proprietari di abitazioni acquistate anni dopo il terremoto del 2002 e in attesa di ristrutturazione.

Una vicenda complessa, sulla quale si erano espressi sia il Tribunale Amministrativo Regionale che il Consiglio di Stato, quest’ultimo stabilendo che il beneficio economico per la ristrutturazione assegnato ai proprietari si poteva considerare da estendere anche agli acquirenti, fra cui appunto Vittorio Facciolla che, all’epoca sindaco di Martino in Pensilis, aveva acquistato alcuni locali adiacenti la sua casa in paese per ristrutturarli successivamente, attingendo ai fondi pubblici post terremoto. La stessa operazione fatta sempre a San Martino in Pensilis da altri cittadini, fra i quali anche consiglieri comunali.

Facciolla, dal canto suo, ha sempre sostenuto di non aver beneficiato di alcun trattamento di favore e che i 155mila euro “non sono andati a me direttamente ma all’impresa che ha lavorato”, dichiarandosi fiducioso verso il lavoro della magistratura. “L’assoluzione in  tutte le sedi, civile, penale e politica – ha ricordato la collega di partito Micaela Fanelli prima della messa ai voti – è la pietra tombale di ogni procedimento nelle sedi competenti. Le dichiarazioni di Andrea Greco sono state già passate al vaglio da chi ha la competenza in merito ed è indecoroso anche sul piano umano, a seguito poi delle informazioni fornite da Facciolla, che si proceda con questa discussione. L’aula dovrebbe prendere atto di quanto accaduto e chiudere la vicenda da tutti i punti di vista”. Come è poco dopo successo.

E proprio sull’indagine archiviata il consigliere Facciolla ha indetto una conferenza stampa in programma giovedì 24 gennaio, alle ore 16.30, al Gran Hotel Rinascimento di Campobasso.