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Fondazione, lavoratori in agitazione: ma sul contratto è guerra tra Cobas e sindacati

Botta e risposta tra i sindacati tradizionali e la Rsa Cobas della fondazione Giovanni Paolo II: i primi riferiscono di aver avuto mandato dai dipendenti per proclamare lo stato di agitazione in quanto gli stipendi sono fermi dal 2006 e i carichi di lavoro sono eccessivi. I secondi parlano di falso allarme e ritengono che la partecipazione all'assemblea che avrebbe deciso di protestare è troppo scarsa.

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Il proclamato stato di agitazione dei lavoratori della Cattolica di Campobasso viene smentito dalla Rsa Cobas Pubblico Impiego che in una nota inviata ai giornali nega di aver dato mandato ai sindacati “a raffreddare un conflitto che, al momento, è inesistente”.

Per capire cosa stia succedendo nella struttura sanitaria di Largo Gemelli conviene fare un passo indietro all’8 gennaio quando i sindacalisti Susanna Pastorino (Cgil), Anna Valvona (Cisl), Nicolino Libertone (Ugl) e Carmine Vasile (Fials) hanno annunciato lo stato di agitazione, in pratica l’anticamera dello sciopero, sostenendo di aver avuto mandato dagli stessi dipendenti della fondazione Giovanni Paolo II durante l’assemblea del 28 dicembre scorso.

La rivendicazione riguardava gli stipendi fermi dal 2006 e i carichi di lavoro eccessivi. La sindacalizazione dentro l’ospedale privato convenzionato col pubblico – va detto – non è molto elevata: i sindacati ‘tradizionali’ hanno meno iscritti dei Cobas che negli anni ha conquistato il favore dei lavoratori della Cattolica.

Non è un caso che la Rsa evidenzi nella sua nota come 20 persone (tante hanno preso parte all’assemblea) non sono un numero sufficiente a rappresentare la maggioranza dei dipendenti “e ci sembra inopportuno e alquanto scorretto procurare un falso allarme  in una fase di rinnovo contrattuale. Ci dissociamo – questo scrivono – nel modo più assoluto da tali atteggiamenti privi di coinvolgimento e non condivisi con i diretti interessati”.

A difendere l’operato sindacale oggi è Carmine Vasile (Fiasl): “Il mandato dai partecipanti lo abbiamo avuto eccome, purtroppo l’assemblea non era affollata perché il 28 dicembre le persone preferiscono stare con le proprie famiglie ma la domanda che mi pongo oggi è un’altra: la Rsa Cobas a che titolo parla? Loro, come sanno anche i dipendenti della fondazione, non sono tra le sigle sindacali firmatarie del contratto pubblico in sanità dunque non potrebbero rivendicare alcunché a differenza di noi sindacati che quel contratto lo abbiamo sottoscritto. Mi domando allora: che tipo di contratto intendono dare ai lavoratori della Cattolica?”.

 

 

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