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Ferrovia: inaccettabili i tagli alla tratta ed alla biglietteria. Chiesto l’intervento dell’assessore Niro

La chiusura protratta del tratto ferroviario che da Termoli passa per Larino ed arriva a Campobasso torna a tenere banco tra le associazioni ed i residenti che, a più riprese, chiedono il ripristino di questa importante via di comunicazione. In seguito alla lettera che il consigliere di minoranza di Larino Franco Rainone ha inviato alla stampa, anche il Provveditore di Campobasso Giuseppe Colombo ed il Presidente del Forum Trasporto Pubblico Locale Filippo Poleggi hanno deciso di dire la loro e lo hanno fatto con una lettera indirizzata ai responsabili del settore trasporto nazionale e della Regione Molise, assieme ai sindaci di Campolieto, Monacilioni, Sant’Elia a Pianisi, Colletorto, Ripabottoni, Casacalenda, Provvidenti, Santa Croce di Magliano, Bonefro, San Giuliano di Puglia, Larino, Rotello, Ururi, Guglionesi.

Ciò che salta subito all’occhio guardando il tratto ferroviario è “lo stato di abbandono e di noncuranza del nostro già precario territorio, da parte delle Istituzioni regionali e nazionali – sottolinea Colombo – Benché abbondantemente percorso da costoro in occasione delle varie tornate elettorali, l’area del Basso Molise, da Campolieto ai vari comuni interessati fino a Guglionesi, non si è mai voluto supportare con una decorosa ed adeguata infrastruttura ferroviaria”.

La linea, nonostante i lunghi tempi di percorrenza, rappresentava il fulcro centrale di un’intera popolazione che “malgrado il decremento demografico resiste ancora alle difficoltà di varia natura, che si accentuano a causa di una viabilità precaria, ulteriormente penalizzata con la definitiva chiusura della ferrovia, per la quale sono state investite energie economiche ragguardevoli” aggiunge ancora il provveditore. Il trasporto su ruota ferrata ha infatti consentito a migliaia di studenti, cittadini e lavoratori di muoversi in totale sicurezza, raggiungendo il capoluogo di provincia in poco meno di due ore.

Facendo un salto indietro negli anni Settanta, come ricorda Colombo, la tratta accoglieva una nutrita schiera di studenti che raggiungevano il treno grazie all’ausilio dei pullman in partenza da Santa Croce di Magliano, con passaggio per Bonefro, per poi arrivare a Campobasso alle 8, in perfetto orario per il suono della campanella scolastica. Stessa storia per gli iscritti dell’Unimol che hanno potuto raggiungere le facoltà di Napoli, Roma e Cassino grazie a quel treno ormai dismesso.

Ma la ferrovia ha avuto un ruolo importante nell’economia dei piccoli comuni, altrimenti isolati, migliorando il flusso di traffico su strada, la qualità dell’aria e consentendo a tanti studenti di ripassare per l’esame in vista, di interagire, dialogare e confrontarsi su argomenti di attualità: “Vorrei, inoltre, sottolineare quanto l’edificio di stazione di Bonefro, punto di riferimento della comunità di Santa Croce, cui appartengo e dei paesi limitrofi, ha avuto una funzione sociale importante, ospitando in passato chi arrivava col treno a tarda sera, dopo che l’ultima corsa dei pullman era già partita – ha aggiunto ancora Colombo – Molti studenti e adulti hanno dormito sulle panche in attesa del nuovo giorno e mi piace ricordare i periodi invernali quando il capo stazione rimpinguava continuamente la stufa a legna per garantire il migliore confort ai viaggiatori: altri tempi, dove il poco si condivideva, per il benessere di tutti. L’originario edificio di stazione, purtroppo, venne demolito in seguito ai danni subiti a causa del tragico terremoto del 2002, lasciando in opera un solo binario e una pensilina munita di panchina, avviando così quel processo di depauperamento delle strutture di servizio della tratta ferroviaria”.

Colombo affida le sue conclusioni ad un ringraziamento: “Desidero perciò ringraziare il dottor Rainone per averci ricordato che una mobilità intelligente, pulita e senza sprechi dovrebbe, per principio, essere soprattutto sponsorizzata dalle istituzioni capo, con la sensibilizzazione fin dalle scuole e con iniziative promozionali atte a sollecitare l’utilizzo dei mezzi pubblici ed in primis del treno. In considerazione dei flussi di passeggeri che dai comuni delle aree interne si spostano da e per Campobasso e Termoli appare conseguentemente anacronistica e antistorica la paventata chiusura della tratta ferroviaria Termoli-Larino-Campobasso”.

Sulla stessa scia anche l’intervento che Poleggi dedica all’assessore regionale Vincenzo Niro in vista del prossimo summit con Ferrovie Italiane e che analizza la chiusura della biglietteria isernina: “Il popolo molisano è lento all’ira ma di recente finalmente abbiamo registrato un mobilitazione larga per il caso della chiusura della biglietteria d’Isernia e per il piano neve, altisonante e ridotto ad una semplice riduzione della corse – scrive in una recente nota stampa – A proposito del piano neve chiediamo se sia stato proposto e approvato dalla Regione committente. Il piano neve è di fatto una variazione di orari e FS ricorda che in termini di legge ha l’obbligo di consultare le associazioni degli utenti, inadempienza di svariati anni. Certo non ci snerviamo per questi ed altri comportamenti sostanzialmente arroganti di FS ma siccome la nostra missione non è contrastare FS, invieremo questa lettera alla Direzione per conoscenza, se questa volesse riaprire un confronto serio, non solo per  prendere un caffè ma   per risolvere qualche problema, ognuno nel suo ruolo, saremmo disponibili”.

Proprio il ruolo di Ferrovie dello Stato è finito nella bufera: “La sua missione non è realizzare utili ma rendere un buon servizio – aggiunge Poleggi che rivolge un appello all’assessore Niro –  Perché, vede assessore, non è problema solo di disagi che sono pesanti, ma di servizi che il cittadino paga con le tasse e poi con costi aggiuntivi. Chiudere la biglietteria significa avere un servizio ridotto reso dai sempre benemeriti bar di stazione, scialuppe per il povero viaggiatore, ma che possono rendere un servizio limitato, per cui per i biglietti dei treni a  lunga percorrenza, per usufruire  di sconti a cui si ha diritto, reclami ed altro bisogna recarsi alla Biglietteria di Campobasso o presso un agenzia viaggi che, come è legittimo, applica sovrapprezzi”.

E sul piano neve il Presidente Forum Trasporto Pubblico Locale aggiunge: “Diversi anni addietro una potente motrice munita di rostri spazzaneve precedeva i treni che non venivano soppressi, ma FS con i suoi provvedimenti  di razionalizzazione le ha dismesse; ma era opportuno preziose com’erano per le tante zone interne, collinari, montuose, del nostro paese lungo e largo? Più di recente un automotrice 663, munita di rostri, percorreva continuamente la linea tenendo libero il binario. Ora il viaggiatore deve arrangiarsi. Vede Assessore, quando sentiamo FS parlare di razionalizzazioni ci viene il prurito perché si tratta solo di dismissioni e tagli. La neve c’era anche negli anni passati ma i treni camminavano, si accendeva il fuoco  vicino agli scambi, la linea ferroviaria era presidiata, ora le stazioni sono dismesse, gli impianti e le stazioni di scambio sulla nostra linea unica sono state disattivate e ridotte, non ci abbandoniamo alle nostalgie, ma quello che è stato eliminato da cosa è stato sostituito, quale sistema, quale innovazione è stata introdotta che garantisce lo stesso funzionamento?”.

Domande che servono da monito all’Assessore Niro affinché venga dato “avvio al piano d’intervento per il programma di elettrificazione della linea Roccaravindola-Isernia. È l’avvio dell’ammodernamento della ferrovia per cui ci siano impegnati da anni – continua la nota stampa – Sono soldi che vanno spesi subito e bene, per il progetto, per l’economia del Molise, per il lavoro, non si può tenerli fermi anche svalutandoli per effetto dell’andamento economico finanziario del Paese”.

In calce Poleggi suggerisce all’assessore Niro due proposte: la riapertura dell’officina del capoluogo campobassano con annessa esclusione di quella beneventana per riparare subito i piccoli danni e non bloccare i treni ed il rientro in Molise della Direzione Centrale Operativa.