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Fermata sulla Bifernina al buio completo. Pendolari in pericolo da anni, ma nessuno corre ai ripari foto

La fermata sulla Statale 647 al bivio per Guglionesi, frequentata sistematicamente da operai Sevel e pendolari che vanno e tornano da Campobasso, avvolta nelle tenebre. Nemmeno un lampione, nè indicatori luminosi di alcun tipo, mentre le auto sfrecciano in entrambe le direzioni e numerose persone sono costrette ad attraversare sfidando la sorte. Eppure, malgrado le segnalazioni anche degli anni passati, nessuno corre ai ripari. "Che aspettano, il morto?"

Il problema è stato segnalato un’infinità di volte, soprattutto dai dipendenti che lavorano alla Sevel. Loro utilizzano la fermata sulla Statale 647 all’altezza del bivio per Guglionesi per salire sul bus che li porta nella fabbrica di Val di Sangro. Andata e ritorno. E in genere turni che terminano al calare delle tenebre oppure iniziano quando il sole non è ancora sorto. Costretti, dunque, a lasciare l’auto e aspettare l’autobus nel buio totale. Girano con le torce elettriche, e guai se così non fosse: tra la strada e la pensilina non si vede nulla. Zero.

Già, perchè in quella fermata sulla statale comunemente detta Bifernina non c’è un lampione, né una qualsivoglia illuminazione che possa mettere i lavoratori al riparo dal costante pericolo di essere investiti. Non vale certo solo per gli operai della Sevel, bensì per tutti quelli che utilizzano giornalmente – per ragioni di studio e lavoro – quella fermata, dove gli autobus fanno scendere e salire anche passeggeri e pendolari diretti a Campobasso.

È incredibile che si corra un pericolo simile senza che nessuno, a qualsiasi livello, muova un dito. La competenza della strada è dell’Anas, ma con una criticità simile diventa stupido lo scaricabarile delle responsabilità fra gli enti. Mettere in sicurezza la zona dovrebbe essere un impegno comune.

Finora le richieste sono rimaste inascoltate. “Si tratta di salvaguardare la sicurezza di gente che va a lavorare tutti i giorni e che invece in questa condizione rischia di venire investita dalle auto: ogni volta che attraverso mi faccio il segno della croce” racconta un operaio.

In quel tratto, all’altezza del bivio che i guglionesani comunemente chiamano di Cipolletti, le tenebre sono fitte. Talmente fitte che non si vede assolutamente nulla, tranne i fari abbaglianti dei mezzi che sfrecciano. In passato sono state fatte numerose segnalazioni, anche alcune scritte, ma non sono servite ad avere risultati. Eppure altrove una soluzione è stata trovata. Per esempio il bivio per Morrone è stato recentemente sistemato con una efficientissima segnaletica luminosa che neutralizza qualsiasi rischio di sicurezza.