Dottoressa costretta a uscire dalla finestra scavando con la pala. Guardia medica inaccessibile ai pazienti

Incredibile nel borgo isernino di 800 abitanti, dove la tormenta di neve ha portato accumuli di due metri ma il piano comunale non si è attivato per rendere la postazione del medico di guardia accessibile ai pazienti. Stamattina alle 8 la dottoressa di turno è stata costretta a uscire dalla finestra.

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Sessano del Molise, provincia di Isernia. Meno di 800 abitanti, 800 metri di altitudine e una nevicata record, che nella notte scorsa è tornata a insistere alzando ulteriormente il livello della coltre bianca. Al punto che la neve ha seppellito tutto: auto, strade, alberi, tetti. Muri bianchi ovunque, uno spettacolo da cartolina fiabesca. Peccato che, di contro, i problemi sono stati enormi. Uno su tutti, documentato anche sui social con le due immagini che pubblichiamo, l’inaccessibilità della postazione di guardia medica. Impossibile entrare per farsi visitare o chiedere aiuto al medico di guardia. E impossibile anche uscire.

La stessa dottoressa rimasta in servizio da stanotte alle 8 di questa mattina, 5 gennaio, è stata costretta a uscire dalla finestra. Quando ha terminato il turno per smontare e tornare finalmente a casa dopo una nottataccia nella tormenta, si è accorta che non poteva in alcun modo allontanarsi dall’edificio, praticamente “insabbiato”. La neve ha raggiunto un’altezza superiore al metro e mezzo e nessun mezzo ha spalato né aperto un varco che consentisse a lei e ai potenziali pazienti di entrare e uscire.

Un caso di disservizio che si è risolto soltanto grazie a una pala. Proprio così. Lei, rendendosi conto di essere in trappola, è uscita dalla finestra scavando un pertugio con la pala che si era portata su consiglio del medico della notte precedente, che l’aveva avvertita suggerendole di dotarsi della canonica pala per liberarsi in caso di bufera. E così è stato. Non senza strascichi, ovviamente. Le foto e la testimonianza sono state postate su un gruppo facebook dove in molti sono rimasti scandalizzati, osservando che “in queste condizioni nessun paziente può accedere alla guardia medica”.

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