Dopo 8 anni c’è il piano per la qualità dell’aria. Via a più controlli su polveri sottili dannose per la salute

In Molise ci sono tre zone più a rischio inquinamento: il Venafrano, il nucleo industriale di Termoli e l'area del Matese. L'inceneritore di Pozzilli e le aziende chimiche le principali indiziate. L'obiettivo è realizzare uno studio che certifichi la correlazione tra polveri sottili e l'aumento dei tumoli, oltre a introdurre sistemi più sofisticati degli attuali, "in grado di rilevare particelle ancora più sottili, quelle che penetrano nelle arterie e dunque direttamente nel sangue", spiega il consigliere regionale Antonio Tedeschi.

E’ come un tessuto di buona qualità, ma logoro e sfilacciato in alcuni punti. In Molise l’aria è salubre. Tuttavia ci sono alcune zone ‘grigie’ come i fumi che vengono immessi dagli stabilimenti industriali. L’inceneritore di Pozzilli e le industrie chimiche dell’area industriale di Termoli sono i primi indiziati dell’inquinamento nel Venafrano e nel Basso Molise. Le polveri sottili disperse nell’aria, pur essendo invisibili, sono pericolosissime perchè considerate causa di malattie mortali. Tumori soprattutto.

Il monitoraggio dell’aria e la classificazione delle fonti inquinanti, quanto e in che percentuale queste ultime impattano sull’ambiente, saranno più puntuali grazie al piano per la qualità dell’aria approvato dal Consiglio regionale.

Certo, il Molise arriva in ritardo: otto anni fa il primo ‘cartellino giallo’ da parte dell’Unione europea che chiedeva alle Regioni di allinearsi alle nuove direttive in materia. Le azioni previste nel piano saranno possibili grazie ai 7 milioni di euro previsti all’interno del Patto per il Sud firmato nel 2016 dall’ex premier Matteo Renzi e dall’ex presidente Paolo di Laura Frattura. Finanziamenti che consentiranno di abbattere le emissioni, potenziare le strumentazioni già esistenti e rafforzare il ruolo dell’Arpa Molise nell’opera di tutela dell’aria.

Le zone più a rischio sono state già individuate anche grazie alle centraline installate da anni sul territorio che hanno consentito all’Agenzia per l’ambiente di elaborare le prime mappe. E c’è la ‘croce’ sulla Valle del Volturno e la Piana di Venafro, l’area del Matese dove si concentrano le fabbriche del nucleo industriale di Bojano e la zona di Termoli. Ora il piano definisce le linee di azione con cui la Regione Molise potrà muoversi.

Toma e Tedeschi

“Attualmente siamo in possesso di dati certi, ma non dettagliati. Quindi per capire gli effetti sulla salute dell’uomo, abbiamo chiesto che venga finanziato uno studio epidemiologico ed eziologico nelle aree a rischio ambientale perchè si sa, ma non è certificato dal punto di vista scientifico, che in alcune aree ci si ammala di più a causa di tali emissioni”, spiega il consigliere regionale Antonio Tedeschi, relatore in Aula del provvedimento. In questi “sei mesi di lavoro” in Terza commissione, Tedeschi ha incontrato i vertici dell’Arpa, le ‘Mamme per la salute’ di Venafro e il procuratore di Isernia Carlo Fucci che sta indagando sui reati ambientali che sarebbero stati commessi nella zona del Venafrano.

Ma l’aria del Molise è inquinata? “No – la risposta dell’esponente dei Popolari per l’Italia – anche se ci sono alcune zone critiche, l’aria è buona. Ma questo piano serve a monitorare e prevenire possibili situazioni di rischio e a mantenere alta la guardia per capire se alcune zone possono cambiare gli indici di inquinamento”.

L’obiettivo è aumentare le centraline e introdurre sistemi più sofisticati degli attuali, “in grado di rilevare particelle ancora più sottili, quelle che penetrano nelle arterie e dunque direttamente nel sangue”. Insomma finalmente sarà possibile certificare scientificamente se ci si ammala più spesso di cancro a causa delle polveri sottili disperse nell’aria dalle industrie.  

In Consiglio regionale il piano è stato approvato dalla maggioranza di centrodestra e dal Pd, con l’astensione del Movimento 5 Stelle.

Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla Consiglio regionale

Anche il Partito democratico esulta perchè “era il piano nostro approvato dalla giunta Frattura a maggio 2017, non è stata cambiata la virgola”, sottolinea l’ex assessore all’Ambiente e attuale consigliere di opposizione Vittorino Facciolla. “Approvare il Priamo è stato importante perchè ora la Regione ha la possibilità di definire i meccanismi di salvaguardia quando si superano determinati parametri. Era l’ultimo piano che la Regione ancora non approvava. Voglio ricordare che nel 2013, quando la giunta Frattura si è insediata, non era stato approvato nessuno dei piani relativi ad aria, acqua, nitrati, forestale, rifiuti ed energia. Ad esempio, il piano dell’acqua – che siamo stati gli unici assieme all’Emilia Romagna – ad approvare nella vecchia legislatura ci ha consentito di utilizzare i fondi Fsc per la mitigazione dei dissesti idrogeologici”.

Dunque, aggiunge Facciolla, “sono estremamente soddisfatto dell’approvazione del piano in quanto è stato completato un lavoro straordinario di tutela ambientale, di svolgere un’attività di monitoraggio e consente l’intervento della macchina amministrativa per mitigare o azzerare gli effetti dell’inquinamento”. Anche perchè “il Molise è una regione dall’ambiente salubre, chi vuole venire in Molise deve avere la certezza che questa regione abbia ambiente salubre e non potrebbe essere altrimenti considerando che la densità della popolazione è tra le più basse d’Europa”.