Deposito crollato, ‘pagano’ i commercianti di via Gazzani: “Danno enorme, pronti a una class action”

Transenne e nastri posti a chiusura della carreggiata deludono gli esercenti della zona, che lamentano il minore accesso di clienti dallo scorso sabato: “Qui da tre giorni sembra di vivere in una città post-bellica. Non è possibile che si aspetti crollare un edificio in centro prima di agire”. Intanto continuano le indagini dopo il nuovo sopralluogo del consulente della Procura con gli uomini del Nucleo di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco. L'ipotesi sequestro è ancora in piedi.

Via Gazzani, negli ultimi giorni, sembra un deserto. Un deserto nel cuore della città. La pioggia risuona in un silenzio desolante, l’ombra di qualche passante si allunga appena tra i gradini, riflessa dalle luci delle vetrine.
È questa l’eredità pesante, uno degli strascichi più complessi del crollo dell’ex deposito Enel, a due passi dal ‘vecchio’ Romagnoli.

La chiusura del tratto stradale di via Gazzani, infatti, ha determinato conseguenze spiacevoli soprattutto per gli esercenti della zona: l’assenza del traffico veicolare e l’impossibilità di utilizzare i parcheggi, infatti, hanno reso l’area praticamente inaccessibile a clienti e potenziali acquirenti.

Una situazione che non ha lasciato per nulla contenti i negozianti, decisi a chiedere maggiori certezze sia sulle soluzioni che gli “addetti ai lavori” intenderanno adottare, sia relativamente a tempistiche e metodologie operative.

La chiusura del traffico per noi è stata deleteria – ci dice la signora Lozzi, titolare della gioielleria Sammartino – Soprattutto perché in una città come la nostra, dove la maggior parte degli utenti è abituata a parcheggiare nei pressi delle attività che vuole visitare, transennare via Gazzani ha significato per noi non vedere alcun cliente in tre giorni: sabato, lunedì e martedì non abbiamo visto anima viva da queste parti. Noi chiediamo tempi certi e soluzioni certe, perché non si può andare avanti così”.

commercianti via Gazzani

“La situazione pesa ancor di più in un periodo di saldi – aggiunge Fabrizio Petrella, proprietario del negozio “Target” – perché c’è un lasso di tempo limitato per effettuare le promozioni e perdere tutti questi giorni è deleterio a livello commerciale. La cosa più antipatica è che il crollo è avvenuto sabato e sarebbe servita magari più solerzia, più rapidità nell’intervento e nello studio di soluzioni alternative efficienti e capaci di non danneggiare nessuno”.

La chiusura al traffico veicolare ha dunque ridotto drasticamente l’afflusso dei passanti: un “effetto collaterale” particolarmente controproducente per un comparto economico che trova anche nell’ “impulsività” degli acquisti una variabile importante; componente difficilmente riscontrabile, però, se è preclusa agli acquirenti la possibilità di accesso diretto alle vetrine. Ma la storia dell’ex deposito Enel sembra simile a quella di altre strutture “abbandonate” di questa città:

Non è possibile che si aspetti crollare un edificio in centro prima di agire: anche comprendendo il valore storico del fabbricato- argomenta Piera Lozzi – sarebbe stata magari opportuna una sua valorizzazione, anziché aspettarne il deterioramento. Questo purtroppo sembra essere un triste trend di questa città, con molti edifici praticamente abbandonati, dal Roxy all’Ariston. Campobasso sta morendo. Nel resto del capoluogo i negozi stanno chiudendo in serie, questa è l’unica strada con una continuità commerciale. Eppure una scelta del genere non ci aiuta: cosa dobbiamo fare, dobbiamo chiudere anche noi?”.

via Gazzani chiusa Campobasso

I negozianti di via Gazzani hanno deciso di vederci chiaro e di non stare con le mani in mano ad attendere che la situazione si sblocchi. Pronta una class-action per evidenziare le problematiche a enti e organi competenti, anche al fine di valutare concretamente gli eventuali danni economici subiti: “Abbiamo già contattato un avvocato di fiducia – racconta Fabrizio Petrella – ci stiamo organizzando per presentare un reclamo a Comune, Sovrintendenza e al proprietario dell’immobile, anche per valutare eventualmente i danni che abbiamo patito dal punto di vista commerciale in questi giorni. Vogliamo capire come evolverà questa situazione e in che tempi si risolverà, perché noi qui veniamo a lavorare, viviamo di questo e non possiamo permetterci di aspettare. Purtroppo, nella nostra quotidianità, si fatica ormai già in condizioni normali ad andare avanti, figuriamoci poi dinanzi a una difficoltà del genere”.

Intanto il capannone collassato è ancora lì. Ancora non si sa se lo stabile verrà abbattuto o messo in sicurezza, mentre sono ancora in corso le indagini per chiarire le cause del crollo: oggi si è svolto un nuovo sopralluogo del nucleo di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco e il consulente della Procura di Campobasso. Al tempo stesso, sono stati chiesti al Comune documenti e planimetrie sull’edificio. L’ipotesi che venga sequestrato è ancora in piedi. 

Nel frattempo le modifiche alla viabilità sono state recepite bene dalla cittadinanza. Il piano di gestione del traffico attuato dal Comune ha fatto registrare però i primi risultati positivi: i disagi alla viabilità sono diminuiti e il flusso veicolare pare procedere ormai senza particolari intoppi.