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Deleghe azzerate, M5S accusa Toma e centrodestra: “I molisani non possono aspettare la spartizione delle poltrone”

I grillini critici sulla “prova di forza” del governatore e sul suo modus operandi: “Immobilismo dinanzi ai problemi, negli ultimi mesi commessi errori madornali, come l’affidamento del piano sul turismo a Sviluppo Italia”

Il terremoto politico causato dalla revoca delle deleghe firmata dal governatore Toma non accenna a placarsi.

Dopo il polverone dei giorni scorsi ed il profilarsi di prospettive in chiaroscuro sulle dinamiche di palazzo Vitale, arriva un nuovo affondo contro il presidente della Regione. A portare il colpo, stavolta, sono stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle.

“Il 31 dicembre Toma aveva affermato di essere soddisfatto per il lavoro svolto dagli assessori – spiega Andrea Greco – salvo poi azzerarne le deleghe dopo qualche giorno. Negli ultimi mesi, poi, sono stati commessi errori madornali a nostro avviso, quali la dichiarazione sugli emolumenti troppo bassi percepiti e l’affidamento del piano sul turismo a Sviluppo Italia, fattore quest’ultimo che ha creato fratture e divisioni interne in seno alla stessa maggioranza”.

Il “j’accuse” pentastellato non si ferma: indici puntati contro il presunto immobilismo di una giunta incapace di dare risposte ai problemi del territorio.

I molisani – continua  Greco – non hanno tempo di aspettare la spartizione delle poltrone, né di attendere che passino i mal di pancia della maggioranza. Ci sono tante questioni ancora irrisolte e di certo ci aspettavamo maggiore solerzia: invece, nemmeno oggi si è riunito il Consiglio. E tutto questo è ancor più significativo se pensiamo che il governo regionale ha anche introdotto un costo extra-budget quale quello del sottosegretariato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Patrizia Manzo: “La maggioranza è tutt’altro che granitica, questo è ormai evidente: ci sono giochi di forza all’interno del governo che hanno portato Toma ad azzerare le deleghe. Se è questo il modo con cui pensano di affrontare pure le amministrative, i cittadini se ne accorgeranno: presentarsi con coalizioni così allargate genera questi problemi”.

Per il vicepresidente del Consiglio regionale, la revoca delle deleghe rischia di avere effetti deleteri a livello politico: “Ci sarebbero tanti punti da affrontare, ma questi mal di pancia fanno perdere tempo. L’ultimo Consiglio c’è stato prima di Natale: oggi siamo all’8 di gennaio e ancora non ci sono stati nuovi lavori. Bisognerebbe discutere della situazione inerente alle nomine di Molise Acque, un’azienda con grossi problemi finanziari che necessita di cda e governance; c’è inoltre la questione Egam. Eppure di tutto ciò non si è sin qui parlato”.

A rincarare la dose è Vittorio Nola: “Siamo partiti in salita nel 2019. Sono tante le urgenze sul territorio. A Venafro, ad esempio, c’è quella dell’inquinamento. Toma ci aveva detto d’aver stanziato un milione di euro, ma ad oggi non sappiamo ancora quali siano le ipotesi di lavoro. A Termoli resta aperta la situazione del Consorzio di bonifica: ho fatto un accesso agli atti nei mesi scorsi, ancora non ho avuto risposta. A Campobasso resiste, tra le altre, la piaga dei trasporti ferroviari, così come le vertenze Gam e Itr: c’è immobilismo su tutto. E, in tutto questo, affidiamo la programmazione sul turismo a una società che non si occupa di turismo”

L’affidamento del piano di sviluppo sul turismo regionale non è andato giù nemmeno ad Angelo Primiani: “Non riusciamo a capire la visione di futuro di questo governo regionale. Sul Turismo, ad esempio: un milione e trecentomila euro per un piano di due anni e mezzo, che servirà a farci capire finalmente la visione che la giunta ha su un settore così importante. Mi sono documentato: per operazioni simili il Piemonte, dunque una realtà ad alta vocazione turistica, ha speso 275mila euro, l’Abruzzo 66mila euro ed il Lazio 75mila euro. Noi abbiamo fatto proposte concrete per creare occupazione ed evitare spopolamento, anche attraverso un progetto teso a valorizzare la figura delle guide turistiche, pensando a un corso per avviare l’offerta formativa. Non abbiamo avuto alcun riscontro su questo. Quest’immobilismo – ha concluso il grillino – è il risultato della miriade di liste a sostegno di questo governo: il rischio è che la stessa cosa possa succedere alle amministrative di Campobasso e Termoli”.

Anche De Chirico ha insistito sull’azzeramento delle deleghe e sul rischio che tale scelta possa incidere negativamente in termini di operatività politica: “La manovra di forza del presidente ci ha portato in una fase di stallo e ciò dimostra che le accozzaglie portano sempre ad alleanze aleatorie e a situazioni di questo genere. Toma non ha detto una parola nemmeno sul sisma di agosto, eppure ci sono tanti sfollati, circa 540, che hanno dovuto abbandonare la propria casa”.

A rimarcare il principio, il consigliere Valerio Fontana: “C’è un presidente della Regione che batte i pugni sul tavolo e che toglie le deleghe. Ma di questi malumori avevano avuto sentore già nei mesi scorsi: ci sono palesi fratture interne e rapporti inaspriti in maggioranza. Del resto, però, c’era da aspettarselo con una coalizione di 10 liste: la carenza di ideali ha generato anche questa vacatio nel governo regionale”.