Presidenza Cosib, Sbrocca incompatibile? “Lo dice il Consiglio di Stato, si dimetta”. E parte l’esposto

I consiglieri Di Brino e Marone chiedono le dimissioni del Sindaco Sbrocca da Presidente del Cosib. Una pronuncia del Consiglio di Stato avrebbe fatto luce sulla inconferibilità della carica di Presidente di un Consorzio industriale ad un Sindaco di un Comune con più di 15mila abitanti. "Abbia un sussulto di dignità, lasci e restituisca le somme percepite". E parte un esposto inviato alle autorità competenti.

Dimissioni subito, questo chiedono a gran voce gli oppositori di Sbrocca riguardo alla carica di Presidente del Cosib. Sono le questioni inconferibilità della nomina a Presidente del Consorzio industriale e incompatibilità con la funzione di Sindaco a tenere banco nella sala delle minoranze del Comune di Termoli stamane, 18 gennaio, in una conferenza cui hanno partecipato vari esponenti del centrodestra termolese. È Antonio Di Brino a illustrare alla stampa convocata il ‘quid’ cui si è dato seguito con un esposto già inviato alle autorità competenti e ai vari organi del Cosib.

Conferenza centrodestra su Cosib

La nomina del Sindaco, avvocato Angelo Sbrocca, a Presidente del Cosib non sarebbe stata ‘conferibile’ e dunque il suo mandato alla guida del Consorzio di sviluppo industriale della Valle del Biferno sarebbe incompatibile con la carica di primo cittadino che riveste. Ma perché solo ora viene fuori tutto ciò, con la vicina scadenza di mandato per l’attuale Sindaco e dopo oltre 3 anni di sua guida al Cosib? Il motivo lo spiega con solerzia l’ex sindaco di Termoli.

Di Brino

In ballo ci sono tre delibere dell’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) che hanno preso forza dopo il pronunciamento della 5^ sezione del Consiglio di Stato datato dicembre 2017.

Ma andiamo con ordine. In principio fu il Decreto legislativo 39 dell’8 aprile 2013 ‘Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 19’ (provvedimento risalente agli ultimi giorni del Governo Monti) a parlare – nello specifico all’articolo 7 – di inconferibilità di incarichi a componenti di organo politico di livello regionale e locale’.

Il primo caso portato alla ribalta interessò un Comune in provincia di Napoli, tale Brusciano di 15.309 abitanti, al cui Sindaco era stata conferita la presidenza del Consorzio industriale. Di qui l’intervento dell’Anac che, con una prima delibera, si espresse per la inconferibilità dell’incarico trattandosi di un Comune con più di 15mila abitanti. Seguì il ricorso al Tar da parte del Consorzio e poi una seconda delibera dell’Anac. La pronuncia del Consiglio di Stato sulla questione risale alla fine del 2017 ed è stata pubblicata nel gennaio 2018 – ecco spiegati i tempi dell’opposizione che propone la questione solo oggi – e dà ragione, per le parti che riguardano l’inconferibilità e l’incompatibilità (che poi sono quelle che più interessano a Di Brino & Co), all’Anac. Nelle motivazioni espresse dal Consiglio di Stato, e avverso le contestazioni portate avanti dal Consorzio del napoletano, il fatto che i Consorzi industriali rientrino appieno nella fattispecie ‘enti pubblici’.

La materia sarebbe tornata sotto la lente dell’Anac per un altro caso analogo di doppio mandato. La delibera dell’Anac in questo caso risale al maggio 2018 (la numero 453). Carte alla mano dunque, Di Brino prima e Marone poi contestano la nomina di Sbrocca unitamente all’idea che “non si possono avere entrambi gli incarichi, i risultati infatti si vedono”. Parlano di letargia e coma del Consorzio bassomolisano a dispetto della zona frentana, citando a riguardo i futuri investimenti di Fruttagel e Aia recentemente annunciati. “Larino si potenzia e Termoli è la Cenerentola”.

Con i due consiglieri di opposizione ci sono anche Luciano Paduano (Fdi) e Lorenzo Valeriani (neo adepto di Prima Termoli) e, sebbene per pochi minuti, Annibale Ciarniello. L’auspicio unanime di tutti loro è che “Sbrocca si dimetta già da domani” rincarando il tiro con espressioni quali “abbia un sussulto di dignità e responsabilità”, “restituisca tutte le somme percepite” e simili.

Per Di Brino la questione non è meramente amministrativa bensì etica e politica. “Anche a me proposero nel 2012, da Sindaco, di guidare il Cosib ma io rifiutai per motivi etici”.

L’opposizione ha proceduto – come dichiarato da Di Brino – a fare un esposto inviato al Presidente della Regione, Donato Toma, in virtù delle sue funzioni di controllo sui consorzi industriali, all’Anac, alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e ai vari organi del Cosib (Direttore generale, consiglieri, revisori). Cosa ci si aspetta ora? “Che Toma apra una fase di commissariamento” qualora Sbrocca non si dimettesse dalla carica. I presenti si augurano che “venga nominato un manager con competenze adeguate e che sia di Termoli perché il nostro comune rappresenta il 98% del territorio del Cosib”. Ancora, il desiderio è che si giunga ad una riforma del settore, come già avvenuto in altre Regioni. E ai vari membri del Consiglio dell’Ente si chiede di mettere ai voti la decadenza di Sbrocca.