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Colagiovanni fuori dalla giunta: “C’è confusione politica”. In bilico pure un assessore Pd

L'ex assessore alle Attività produttive ha deciso di mollare Antonio Battista e di non firmare il documento di fedeltà: "Bisognava chiarire chi è il candidato sindaco e quale sarà la coalizione che parteciperà alle elezioni di maggio". Il sindaco dovrebbe tenere le sue deleghe. Ma ancora non ha sciolto le riserve nemmeno Stefano Ramundo: dopo un primo confronto oggi pomeriggio, domani il secondo faccia a faccia col primo cittadino.

Il giro di consultazioni non si è concluso in serata. Stefano Ramundo è stato l’ultimo assessore a entrare nella stanza del sindaco per confrontarsi con Antonio Battista. Ma il confronto sui risultati e i prossimi obiettivi da raggiungere proseguirà domani, 9 gennaio.

Una decina di giorni dopo l’azzeramento deciso per smascherare i transfughi, si va verso la ricomposizione della giunta comunale. Con quante pedine in meno? Forse due. 

Anche se ha appena preso la tessera del Pd, l’assessore all’Ambiente (in foto col presidente della Sea Stefano Sabatini, ndr) ancora non ha sciolto le riserve. Il nodo sarebbe sempre lo stesso: i rapporti con la governance della Sea, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti e dello sgombero della neve. Le ruggini si sono create con l’avvio della differenziata porta a porta, ora sarebbero gelidi i rapporti tra Ramundo e Sabatini, che invece continua a godere del sostegno di Battista. Ecco spiegati i tentennamenti di Ramundo. Alle 8.30 il nuovo appuntamento con Battista.

Stefano Ramundo e Stefano Sabatini Campobasso

Mentre Salvatore Colagiovanni ha deciso di non firmare l’atto di fedeltà voluto dal primo cittadino. I due si sono incontrati questa mattina – 8 gennaio – in Municipio. Dopo 45 minuti di colloquio, lo strappo. Come da copione. Del resto, che potesse finire così lo avevano previsto in tanti anche per una sorta di ‘peccato originale’ dell’esponente del Molise di tutti: la provenienza dal centrodestra. Nella ex legislatura targata Di Bartolomeo Colagiovanni era capogruppo di Forza Italia. Cinque anni fa il passaggio al centrosinistra.

Tra l’ex titolare delle Attività produttive, uno dei più votati alle Amministrative del 2014 (455 preferenze), e il capo dell’esecutivo ci sono state frizioni anche in passato culminate con la mancata condivisione del documento che Battista ha sottoposto ai suoi assessori. In questi giorni l’hanno firmato sette assessori, compresi Francesco De Bernardo e Massimo Sabusco (probabilmente i meno allineati). Da Colagiovanni, invece, è arrivato il gran rifiuto.

“E’ stato un confronto sereno, nonostante qualche frizione che in passato c’è stata con il sindaco. Io sono tranquillo”, spiega a Primonumero subito dopo l’incontro a palazzo San Giorgio. “Ho spiegato le mie motivazioni per non firmare il documento e al tempo stesso ho presentato al sindaco il mio contro-documento”. Un atto che prevedeva tre clausole: la ricandidatura di Antonio Battista alle elezioni di maggio, la verifica degli obiettivi e la condivisione con i consiglieri di maggioranza. Anche tra questi ultimi del resto si nasconde qualche transfugo.

Niente da fare, però. E così Colagiovanni è fuori dal governo comunale. “Al sindaco ho detto chiaramente che secondo me non possiamo aspettare altro tempo, bisogna decidere e chiarire chi è il candidato sindaco e quale sarà la coalizione“, insiste l’ex titolare delle Attività produttive. Discorsi che probabilmente sono apparsi prematuri al primo cittadino che nelle prossime ore riunirà la giunta per procedere alla ricomposizione. Pare che terrà per sè le deleghe di Colagiovanni senza nominare un altro componente.

Intanto l’ex assessore, che continua a smentire il suo passaggio al centrodestra, incalza: “L’operato di questi 4 anni e mezzo è sotto gli occhi di tutti, mi sono mosso, ho creato format (il riferimento è a Vivi la tua città e alla Città dei Misteri tra borghi e tradizioni, ndr) e credo che sul mio operato non ci sia niente da dire. Piuttosto noto confusione sulla scelta politica, ma poi si vedrà a maggio. Rifarei tutto quello che ho fatto in questi 4 anni e mezzo di amministrazione, non ci siamo risparmiati, col sindaco abbiamo lavorato bene anche se c’è stata qualche frizione”. Colagiovanni espliciterà la sua posizione in una conferenza stampa.

Nonostante sia fuori dalla giunta comunale, continuerà a seguire le vicende di palazzo San Giorgio e in particolare le primarie del Pd che hanno spaccato la maggioranza in Comune: una parte dei consiglieri sta con Michele Durante, un’altra (lo stesso Colagiovanni) sostiene Vittorino Facciolla. E la vittoria dell’uno o dell’altro potrebbe cambiare pure gli assetti politici in Municipio.