Codice appalti, a rischio posti di lavoro. Occhionero (LeU) interroga il Governo e sollecita azioni concrete

Il codice degli appalti finisce nel mirino della deputata di Liberi e Uguali Giuseppina Occhionero che ha nterrogato il Governo su una norma che “mette a rischio il sistema delle utility energia e gas e decine di migliaia di lavoratori”.

Al centro della richiesta c’è l’articolo 177 – affidamenti dei concessionari che obbliga i titolati di concessioni i cui lavori siano pari o superiori ai 150mila euro, ad affidare l’80% dei contratti attraverso gare d’appalto. Solo il rimanente 20% può essere affidato a società controllate.

Si tratta di una norma che Occhionero non riesce a mandar giù perché non solo “relega Enel, Snam, Italgas, Hera e altre società in semplici stazioni appaltanti”, ma rappresenta “un ostacolo alla qualità dei servizi” ha spiegato in aula a Montecitorio la parlamentare.

Un obbligo che, se dovesse essere applicato, provocherà esuberi di personale per le aziende che si vedranno costrette a tagliare la manodopera: “C’è il rischio di perdere tra i 150mila e i 170mila posti di lavoro nel breve periodo – ha aggiunto Occhionero – Una destrutturazione delle società di servizi che distrugge un importante tessuto economico e occupazionale, rappresentato dalle aziende che operano nel settore della distribuzione dei servizi. Un tema sul quale anche i sindacati hanno preso una posizione simile alla nostra”.

Su queste linee guida si è espresso anche il sottosegretario del Ministero per lo Sviluppo economico, Andrea Cioffi, che ha ammesso la complessità del problema e la necessità di modificare la norma: “Lo impongono la tutela dei posti di lavoro e le esigenze di mercato. Attiveremo presto un tavolo con sindacati e parti datoriali per arrivare a una soluzione condivisa”.

La deputata di LeU, nella sua replica, si è detta rincuorata dalla presa di coscienza del Governo sull’esistenza del problema, ma ha sollecitato azioni concrete che finora, al di là degli annunci, non si sono ancora viste: “Semplificazioni estemporanee rischiano di essere un antidoto che si rivela peggiore del male. Serve subito aprire un tavolo di confronto e dare risposte immediate, ed è per questo che posso ritenermi solo parzialmente soddisfatta della risposta del Governo”.